consuntivo

Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Siracusa, l'attività 2020

Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Siracusa, l'attività 2020 in cifre
In sensibile diminuzione i reati in danno del paesaggio e quelli di ricettazione. Incremento nel recupero di beni, reperti e opere d'arte

E' tempo di bilanci del lavoro svolto nel 2020 dalla sezione Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Siracusa.
Complessivamente è stata rilevata una sensibile diminuzione dei reati in danno del paesaggio (passati da 11 a 1) e di quelli di ricettazione (da 15 a 9). Di contro, si è registrato l’incremento dei recuperi di beni antiquariali, archivistici e librari (da 19 a 195), reperti archeologici (da 310 a 2.361) e opere d’arte contemporanea contraffatte (da 3 a 8).
I militari hanno operato sia sul fronte preventivo che repressivo. Nel primo caso si contano 215 controlli finalizzati alle verifiche per la sicurezza degli obiettivi a rischio (musei, biblioteche, aree archeologiche), e a tutela dei vincoli paesaggistici e dei beni culturali attraverso accertamento fotografico.
L’azione di repressione conta 21 denunce per vari reati (principalmente ricettazione e furto), il sequestro di 2.556 beni culturali illecitamente sottratti, per un ammontare stimato in 686.500 euro.
Tra le operazioni di rilievovengono segnalate ad aprile 2020 il recupero di due candelieri, con base in fusione barocca, rubati dalla Chiesa “Maria Santissima dei Miracoli e dei Pericoli” nel Convento dei Frati Minori Cappuccini di Siracusa. L’8 giugno 2020, a Siracusa ed Avola il sequestro di 187 beni, tra archivistici e librari. E, sempre ad Avola, a settembre dell'anno scorso, il recupero di due sarcofagi in pietra arenaria risalenti ad età greca compresa tra il V ed il III sec. a.C.. I manufatti, erano stati asportati dalla necropoli dell’antica Polis Siceliota di Eloro. E ancora a settembre del 2020, a Rosolini, i militari della Sezione Tpc hanno posto sotto sequestro uno scavo abusivo in una fattoria di età ellenistica (III sec. a.C.). Le indagini hanno permesso di individuare colui che, approfittando della qualità di affittuario del terreno in cui si trova il bene, aveva avviato una privata “campagna di scavi” appropriandosi di oltre 2.000 reperti.
Infine, nell’ambito del contrasto alla commercializzazione illecita di beni d’arte pittorica, spicca l’attività d’indagine che, il 14 luglio 2020, ha permesso di recuperare un dipinto olio su tavola, raffigurante “La consegna degli anelli al Doge”, realizzato dal pittore veneziano Vittore Carpaccio tra il XV e il XVI sec., del valore di mercato di circa 500.000 circa. Il dipinto risultava essere provento di furto, commesso mezzo secolo prima, in un’abitazione privata di Catania.

Categoria: