il caso

Cassibile, dopo lo sgombero si moltiplicano le prese di posizione

Cassibile, dopo lo sgombero: si moltiplicano le prese di posizione
foto Baldassare Cuda
Da più parti si sollecita la Prefettura a convocare un tavolo tecnico urgente sulla questione

Non accenna ad allentare la polemica dopo lo sgombero dei lavoratori stagionali stranieri dalle case abbandonate del Borgo Vecchio a Cassibile.
"Con queste scorciatoie non ci siamo proprio – affermano i due esponenti regionale e cittadino di Art1, Pippo Zappulla e Ninni Gibellino - in quanto a Cassibile da molto, troppo tempo si consuma una grande operazione di illegalità di massa. Circa 300 lavoratori di colore vengono sfruttati senza diritti, senza servizi degni di una società civile, accampati alla meglio nelle campagne, con precari se non inesistenti servizi igienici e senza un tetto dove trascorrere le notti. Sono quasi tutti lavoratori regolari ma trattati come figli di un dio minore. Se dopo tanti anni – aggiungono Zappulla e Gibellino - il problema rimane sostanzialmente irrisolto ognuno, soggetti istituzionali e organi di controllo, devono fare i conti con i propri ritardi e responsabilità senza pensare di scaricarli sugli altri. E così come abbiamo dato atto positivamente all’assessore Rita Gentile di avere definito un progetto concreto per avviare una gestione seria del fenomeno ci lascia fortemente contrariati leggere commenti di altri esponenti della stessa amministrazione che non trovano di meglio che scaricare sul sindacato limiti e difficoltà clamorosamente addebitabili al mercato del lavoro e al sistema delle Imprese che utilizzano questi lavoratori.
Si attende che la Prefettura assuma il coordinamento della vicenda e insedi con urgenza un tavolo permanente di confronto per la individuazione delle soluzione. Importante la realizzazione del villaggio entro il mese ma deve essere chiaro non è questa la soluzione adeguata ad uscire dall’emergenza, in quantità di posti e in qualità dei servizi".
Sulla questione Cassibile interviene anche l'assessore Carlo Gradenigo: "La vicenda è suddivisa in 3 aspetti: il necessario coinvolgimento dei produttori nella fornitura di un alloggio dignitoso per i propri lavoratori stagionali; l'emergenza sociale che la società civile, associazioni, sindacati e volontari stanno affrontando fornendo un ricovero di fortuna; la gestione di un campo di accoglienza, i cui ritardi nella consegna dei lavori previsti, necessita di una soluzione alternativa immediata.
Ignorare solo uno di questi aspetti - prosegue Gradenigo - vuol dire rischiare da qui a pochi giorni una crisi sociale di proporzioni inimmaginabili. Occorre fare squadra - esorta - per avviare a soluzione immediata questi aspetti con il contributo di ogni singolo attore, anche dei lavoratori stagionali che vanno informati della situazione e coinvolti attivamente nella partita.
Dal canto suo la Prefettura convochi d'urgenza un tavolo tecnico sul tema Cassibile, facendo il punto anche sulle risorse disponibili e necessarie".
Non ultimo arriva anche l'intervento del deputato nazionale del Pd, Fausto Raciti e del segretario cittadino, Santino Romano che chiedono l’intervento della Protezione Civile Regionale e della Croce Rossa e l'avvio della procedura per situazioni emergenziali di questa natura: "Si convochi subito un tavolo che metta insieme aziende, sindacato, politica ed istituzioni, forze dell'ordine, Inps, ufficio e ispettorato del lavoro così come previsto dalle norme di legge, per far si che si inneschi un meccanismo che porti alla soluzione del problema della sistemazione e dello sfruttamento dei lavoratori stagionali, facendo in modo che le aziende che rispettano i contratti di lavoro e forniscono una sistemazione dignitosa ai braccianti impiegati, e ce ne sono sempre di più, siano la normalità e che invece vengano stanate e colpite duramente quelle che continuano a sfruttarli privandoli della loro dignità".

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