gennaio-giugno 2020

Siracusa, Relazione semestrale Dia: convivenza pacifica tra i gruppi criminali sempre operativi

Siracusa, Relazione semestrale Dia: convivenza pacifica tra i gruppi criminali sempre operativi
Riguardo la pervasività nel tessuto socio-economico da parte delle organizzazioni mafiose, viene evidenziato che "laddove non riesce l’infiltrazione, si preferisce ricorrere alla corruzione"

"In provincia di Siracusa il panorama delle organizzazioni criminali non mostra sostanziali mutamenti delle strutture, degli assetti e delle aree di incidenza. Ma nonostante le indagini abbiano consentito di trarre in arresto esponenti di primo piano dei gruppi criminali, l’operatività delle consorterie non può dirsi sopita, rivelando piuttosto tangibili influenze di cosa nostra catanese nel territorio aretuseo". Questo l'incipit della relazione semestrale della Dia del periodo gennaio-giugno 2020 nella parte che riguarda la provincia di Siracusa.
"Per quanto riguarda le consorterie - continua l'analisi - il territorio è caratterizzato dalla presenza di due macro-gruppi di riferimento che si fronteggiano, senza tuttavia scontrarsi apertamente, ma facendo percepire la loro influenza in ambiti geografici ben definiti. Nel contesto urbano di Siracusa figura il sodalizio dei Bottaro-Attanasio, particolarmente attivo nello spaccio di stupefacenti e nelle estorsioni, legato al clan Cappello di Catania, che nel periodo di riferimento non è stato interessato da attività repressive di natura giudiziaria o patrimoniale. Nel quadrante Nord del capoluogo è anche presente il gruppo Santa Panagia, considerato una frangia della più poderosa e ramificata compagine Nardo-Aparo-Trigila, collegata a cosa nostra catanese ed in particolare alla famiglia Santapaola-Ercolano.
L’area settentrionale della provincia (Lentini, Carlentini, Augusta) è sotto l’influenza della famiglia Nardo. Nel gruppo è stato destinatario di una misura cautelare un elemento di spicco, ritenuto, in concorso con altri, responsabile di omicidi commessi a Lentini nel 1991. Nel semestre, inoltre, alcuni esponenti della famigliaNardosono stati raggiunti anche da provvedimenti di sequestro patrimoniale.
L’area sud della provincia (Noto, Pachino, Avola, Rosolini) é sotto l’egida del clan Trigila, che conserva un certo peso criminale nonostante la detenzione del capo e l’aggressione patrimoniale adottata nei confronti di un altro affiliato. Nel comprensorio avolese è anche presente, in una posizione più marginale, il gruppo dei Crapula. A Cassibile, frazione di Siracusa, opera un'altra filiazione dei Trigila, il gruppo Linguanti, dedito, principalmente, al traffico di sostanze stupefacenti e alle estorsioni. La zona pedemontana, in cui ricadono Floridia, Solarino e Sortino, risente dell’influenza della famiglia Aparo, facente capo a due fratelli entrambi detenuti. All’estremo sud della provincia, nel comune di Pachino, si conferma la pressione criminale del clan Giuliano, dedito principalmente al traffico di stupefacenti, che detiene consolidati rapporti con i Cappello di Catania".
Tra i vari gruppi criminali sussiste, al momento, una convivenza pacifica che limita le azioni cruente. "Tale “stasi” - evidenzia la relazione - sarebbe funzionale ad un più efficace svolgimento delle attività criminali sia nei settori tradizionali del traffico di stupefacenti e delle estorsioni attuate attraverso atti intimidatori, sia in altri possibili ambiti di illecito guadagno, tra i quali non appare trascurabile la guardiania abusiva delle proprietà terriere, fenomeno che rientra nel più vasto ambito della criminalità predatoria rurale.
Nel periodo in esame si è verificato, inoltre, un episodio di intimidazione ai danni di un esponente di vertice della Regione siciliana, presumibilmente in seguito alla recente emergenza pandemica virale e alla decisione di procedere alla riqualificazione di strutture ospedaliere".
Riguardo poi la pervasività del tessuto socio-economico e i locali apparati politico-amministrativi da parte delle organizzazioni mafiose, nella relzaione viene evidenziato che laddove non riesce l’infiltrazione, si preferisce ricorrere alla corruzione e viene portato ad esempio l’indagine “Mazzetta sicula” conclusa a Siracusa a giugno 2020: "L’operazione è stata eseguita nei confronti di un’organizzazione dedita all’illecita conduzione della discarica di Lentini . L’impianto era già stato oggetto di accesso ispettivo, coordinato dal Centro operativo Dia di Catania nel settembre 2019. Nel corso dell’attività investigativa è emersa, in particolare, la figura di un imprenditore catanese e dei suoi familiari che “…per garantire a se stessi e per assicurare il funzionamento irregolare delle società tramite le quali operavano... avevano instaurato un vero e proprio sistema corruttivo dei pubblici funzionari. Ai funzionari che si trovano in posizione chiave rispetto alle proprie attività … corrispondono tangente e denaro.” Un’altra indagine, svolta in seno all’operazione “Gold Trash”, ha rivelato, sebbene questa volta in un contesto estraneo ad ambienti mafiosi, l’organizzazione di un sistema consociativo di imprenditori ed amministratori di società operanti nello smaltimento dei rifiuti, coadiuvati da commercialisti e altri professionisti, concepito “…allo scopo di commettere una serie indeterminata di reati in materia fallimentare. Un ulteriore ramo dell’operazione ha coinvolto 3 imprenditori responsabili di illecita intermediazione, sfruttamento del lavoro e truffa aggravata, nonché un dirigente di un Ufficio pubblico ritenuto responsabile di corruzione. Sempre nel campo del ciclo dei rifiuti e in seno ad una vasta operazione che, originata in provincia di Perugia ha interessato anche altri territori, è stato individuato in contrada Targia a Siracusa un sito di deposito e stoccaggio di rifiuti speciali, anche pericolosi, su aree non autorizzate".

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