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Siracusa, gli effetti dell'emergenza covid: la ripresa nella ricetta di Confcommercio

Siracusa, gli effetti dell'emergenza covid: la ripresa nella ricetta di Confcommercio
Il presidente Piscitello suggerisce 3 direttrici: rigenerazione urbana, l’innovazione delle piccole superfici di vendita e una giusta ed equa web tax

Turismo e ristorazione su tutti, ma anche commercio al dettaglio e comparto del tempo libero (attività artistiche, sportive e di intrattenimento) sono i settori che più degli altri hanno risentito dell'emergenza covid.
A tracciare il bilancio è il Centro studi di Confcommercio che parla di azzeramento di fatturati e di attività chiuse.
Complessivamente, nel 2020 sono andati persi 160 miliardi di euro di Pil, 120 miliardi di consumi e il 10% di ore lavorate.
Tra il 2012 e il 2020 – secondo l’analisi che prende in esame 110 capoluoghi di provincia e altre 10 città di media ampiezza – si è verificato un cambiamento del tessuto commerciale all’interno dei centri storici che la pandemia tenderà a enfatizzare. "Per il commercio in sede fissa viene specificato - tiene in una qualche misura la numerosità dei negozi di base come gli alimentari (-2,6%) e quelli che, oltre a soddisfare bisogni primari, svolgono nuove funzioni, come le tabaccherie (-2,3%); significativi sono invece i cambiamenti legati alle modificazioni dei consumi, come tecnologia e comunicazioni (+18,9%) e farmacie (+19,7%), queste ultime diventate ormai luoghi per sviluppare la cura del sé e non solo quindi tradizionali punti di approvvigionamento dei medicinali. Il resto dei settori merceologici è, invece, in rapida discesa: si tratta dei negozi dei beni tradizionali che si spostano nei centri commerciali o, comunque, fuori dai centri storici che registrano riduzioni che vanno dal 17% per l’abbigliamento al 25,3% per libri e giocattoli, dal 27,1% per mobili e ferramenta fino al 33% per le pompe di benzina, generando un vero e proprio effetto di desertificazione dei centri storici. iNel 2021 - viene specificato nello studio - si registrerà per la prima volta nella storia economica degli ultimi due decenni anche la perdita di un quarto delle imprese di alloggio e ristorazione (-24,9%). La non rosea previsione della stagione 2021 significherebbe una frenata difficile per la città di Siracusa che mostra numeri in ascesa dal 2012, in linea con un positivo trend regionale: nel solo centro storico di Ortigia, fino allo scorso già complesso anno 2020, si è registrato un +76% di crescita per pubblici esercizi e alberghi; fuori dal centro storico, si registra un incremento di circa il 30%, sempre per le stesse categorie"
"Occorre reagire - esorta il presidente di Confcommercio Siracusa - per dare una prospettiva diversa alle nostre città che rappresentano un patrimonio da preservare e valorizzare. Le direttrici sono tre: un progetto di rigenerazione urbana, l’innovazione delle piccole superfici di vendita e una giusta ed equa web tax per ripristinare parità di regole di mercato tra tutte le imprese”.

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