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La protesta pacifica degli operatori della ristorazione di Palazzolo: quinto giorno di occupazione dell'aula consiliare

La protesta pacifica degli operatori della ristorazione di palazzolo Acreide: quinto giorno di occupazione dell'aula consiliare
"Questa categoria - ha detto il sindaco Gallo - è l'asse portante della nostra economia e siamo tutti al loro fianco"

Oggi scatta il quinto giorno di occupazione dell'aula consiliare di Palazzolo Acreide da parte degli operatori della ristorazione ( titolari di di bar, pasticcerie, ristoranti e catering), settore che nel Comune montano ha una tradizione di eccellenza consolidata nel tempo. Settore messo in ginocchio dalle chiusure e in ultimo dalla zona rossa e che contesta l'esiguità dei ristori messi in campo perinviato la categoria.
Sono tutti al collasso e da lunedì praticamente vivono, a turni, nell'aula del consiglio comunale al centro della quale hanno apparecchiato una tavola come se si trattasse di un ristorante. A loro si sono uniti anche i titolari di palestre, altra categoria devastata dalle chiusure decise dal governo nazionale per contenere la diffusione del covid. E tutti sono decisi ad andare avanti a oltranza.
Accanto a loro il sindaco Salvatore Gallo, che per far sentire la vicinanza e l'appoggio dell'amministrazione comunale, lavora proprio in quell'aula.
Ma i ristoratori di Palazzolo non si sono limitati all'occupazione pacifica dell'aula consiliare, hanno anche un documento al governo nazionale e a quello regionale con 7 richieste precise per superare questa crisi senza precedenti: sospensione immediata di tutte le rate su mutui ipotecari, chirografari, prestiti personali e leasing, contratti sia per l'attività che a titolo personale. Sostegno integrale per il pagamento dei canoni di locazione dei locali sia per le attività che per le civili abitazioni dei ristoratori; ostegno integrale per il pagamento delle utenze delle attività; versamento dei contributi Inps per tutto il periodo di emergenza; annullamento delle cartelle esattoriali pregresse; riconoscimento di un sostegno economico mensile legato al carico familiare e alle effettive esigenze personali e familiari; sostegno economico mensile per le esigenze personali e familiari del personale licenziato a causa delle restrizioni e che non fruiscono di cassa integrazione e disoccupazione.
A loro è arrivata ieri la solidarietà di Cna, attraverso il vicesegretario provinciale, Gianpaolo Miceli e oggi quella di Confcommercio: "Bisogna salvare il tessuto economico siciliano e nazionale - ha sottolineato Maurizio Filoramo, presidente provinciale della Federazione Italiana Pubblici Esercizi - con ricette mirate ad aumentare i ristori, rapportandoli alle perdite effettive subite e calcolandoli su base annuale. Trovare, inoltre, soluzioni per far aprire tutte le attività, senza limitazioni di orario, anche prevedendo protocolli sanitari più rigidi, perché aprire è l’unica possibilità per non perdere il tessuto economico.

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