il dibettito

Siracusa, Recovery Fund: Adorno (Pd): "Non ha nessuna caretteristica di piano"

Siracusa, Recovery Fund: Adorno (Pd): "Non ha nessuna caretteristica di piano"
Il segretario del Partito Democratico sollecita uno sforzo di intelligenza collettiva

"Tutte le forze politiche sono chiamate oggi a uno sforzo di intelligenza collettiva che metta da parte diatribe tra fazioni opposte per dare a questo territorio e alla Sicilia il futuro che merita". Così il segretario provinciale del Partito democratico di Siracusa, Salvo Adorno, interviene sul dibattito in atto sull'assenza del territorio sulla proposta di Piano Regionale per la ripresa e la resilienza. Adorno denuncia soprattutto l’assenza di metodo nella predisposizione di quello che non ha alcuna caratteristica di piano.
"Oggi più che mai - scrive Adorno - bisogna essere coesi nel denunciare l’inadeguatezza del governo regionale non solo nell’affrontare, ma persino nell’inquadrare questa crisi senza precedenti. Il partito democratico di Siracusa chiama gli amministratori locali, la società civile, l’associazionismo, i portatori di interessi e quelli di competenze, l’Università, ad una riflessione non solo sulle emergenze, ma sul futuro di questo territorio.
Per questo Il Pd ha costituito tre gruppi di lavoro sulla sostenibilità economica, sostenibilità ambientale e sostenibilità sociale.
"A supporto dei lavori dei gruppi - annuncia Adorno - per martedì 1 Dicembre alle 16 è previsto un incontro con il prof. Enrico Giovannini, portavoce dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile che verrà trasmesso in diretta sulla pagina Facebook del Pd.
I Gruppi con il loro lavoro - prosegue - devono dare risposte concrete a quattro domande fondamentali per il futuro della provincia di Siracusa: quali politiche (sociali, economiche e ambientali) bisogna attivare per garantire un futuro ai giovani del nostro territorio; come superare il gap che tiene indietro le donne nel reddito e nell’occupazione. Come garantire quantità e qualità del lavoro. Quali sono le politiche che possono avviare la coesione territoriale e lo sviluppo sostenibile. Con quali politiche si può intervenire nelle nostre città per fermare il degrado sociale, la povertà, orientandole allo sviluppo sostenibile. Come definire una politica culturale del territorio in grado di valorizzare le potenziali diffuse e di costruire una identità condivisa, aperta, plurale capace di sostenere le sfide della globalizzazione"

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