occupazione

Siracusa, la denuncia della Cgil: strage del lavoro per il lockdown. Persi 6.000 posti

Siracusa, la denuncia della Cgil: strage del lavoro per il lockdown
repertorio dal web
Il sindacato rileva non solo la forte contrazione occupazionale, ma anche l'attuale mancanza di prospettive

La Cgil di Siracusa fa la conta del disastro occupazionale scaturito dal lockdown e dalla pandemia più in generale. Un conteggio che trova conforto anche dai dati rilevati dall’Istat e che il segretario generale della Cgil aretusea, Roberto Alosi, espone: “Pesanti le ferite causate dal covid al mondo del lavoro siracusano. Sono oltre 6.000 i posti di lavoro persi, mentre il tasso di occupazione precipita al di sotto del 40%. Crollano i servizi, in particolar modo nei settori commercio, alberghiero e ristorazione e di contro aumenta il lavoro nero di oltre il 7% rispetto al resto d'Italia. Saltano i contratti a tempo determinato, prevalentemente per giovani e donne. Anche in agricoltura Siracusa segna una evidente contrazione dovuta al lockdown: ad esempio a Cassibile, dove ogni anno lavorano più di 3.000 persone, quest'anno non sono stati 1.000. Anche il comparto edile è in sofferenza, mentre si contano 10.000 inattivi in più - di cui la metà donne - che innalza l'indice dal 49,6% al 54,2% (si tratta di persone che rinunciano persino a cercare un'occupazione). Infine risultano oltre 22.000 lavoratori ma coperti da ammortizzatori sociali che, al momento, reggono sostenuti dalla sospensione del blocco dei licenziamenti. L'attenzione inevitabilmente si incentra sul recovery fund e sulle opportunità che ne potrebbero derivare. Purché la politica, stavolta, si muova adeguatamente”.

Categoria: