il caso

Siracusa, baraccopoli di Cassibile: la replica circostanziata dell'assessore Gentile

Siracusa, baraccopoli di Cassibile: la replica circostanziata dell'assessore Gentile
L'esponente della giunta comunale risponde punto per punto ai dubbi sollevati dall'interrogazione di Fratelli d'Italia

Risposta puntuale e circostanziata dell'assessore al Dialogo interculturale, Rita Gentile all'interrogazione di Fratelli d'Italia sulla vicenda della Baraccopoli di Cassibile.
"Mi sorge il fondato dubbio - scrive l'assessore - che, più che ricercare la conferma della legittimità o meno del procedimento Fami, si voglia semplicemente screditare una persona che nel suo ruolo attuale sta operando con determinazione per la costruzione di un “progetto Cassibile” possibile e praticabile. Mi sembra doveroso spiegare all’On. Varchi - prosegue - che il mio impegno politico non nasce, come per molti, nelle segreterie di un partito. La mia storia personale è sempre stata lontana dalla politica attiva e, quindi, la mia candidatura non poteva che maturare in seno al mondo dell’associazionismo e, nello specifico, negli ultimi anni all’interno dell’impegno in “Accoglierete “. Al mio ingresso in consiglio comunale - riferisce Rita Gentile - nel settembre 2019, è seguito il mio naturale allontanamento da un ruolo attivo in associazione. Il bando Fami, così come per altri bandi, ha seguito la normale procedura che ha visto l’amministrazione attivarsi attraverso una delibera di Giunta, poi con un avviso pubblico e, infine, con una selezione delle idee progettuali presentate, che è stata effettuata da una commissione composta da un dirigente e da due funzionari. L’idea progettuale selezionata ha visto un insieme di enti, privati e pubblici: AccoglieRete ,Oxfam, ImpactHub, Cpia (Ministero pubblica istruzione), Fondazione Maristi, Arci. Questi hanno co-progettato con i funzionari incaricati per poi inviare la soluzione definitiva al Ministero entro i tempi stabiliti dal bando. All’epoca la scrivente - evidenzia - non ricopriva la carica di assessore ma di consigliera comunale e la dott.ssa Cascio, in qualità di presidente Arci, aveva il diritto e il dovere di partecipare a tutti i bandi che erano in linea con la mission della sua organizzazione. Da qui si evince - evidenzia Rita Gentile - con chiarezza l’assenza di qualsivoglia conflitto d’interesse da parte della scrivente e tanto meno della dott.ssa Cascio, all’epoca libera cittadina.
Altro punto evidenziato dall’interrogazione, attiene alla selezione prevista dal bando per l'individuazione delle figure professionali che attueranno le diverse azioni del progetto. Inviterei, al riguardo, tutti coloro che vogliano verificare la legittimità dell’iter seguito, a documentarsi sulle regole previste in materia di realizzazione dei Fami per poter constatare che ogni aspetto è stato rispettato in tutte le sue parti".
In conclusione l'invito rivolto dall'assessore Gentile alla deputata nazionale Varchi a "pubblicare con la stessa solerzia con cui è stata annunciato il mio conflitto d’interesse, l’esito che i pubblici uffici andranno a riscontrare. La pregherei ancora di far comprendere ai suoi compagni di partito che il problema di Cassibile è un problema di tutti e che cercare di screditare chi in prima persona sta cercando, come delegata di una amministrazione comunale, soluzioni sostenibili nel tempo e rispettose delle ragioni di tutti, non aiuta a risolvere i problemi".

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