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Biglietto d'ingresso a Vendicari, Monterosso: "Le somme reperite rischiano di finire nel calderone del bilancio regionale"

Biglietto d'ingresso a Vendicari, Monterosso: "Le somme reperite rischiano di finire nel calderone del bilancio regionale"
L'esponente dell'associazione "La nostra terra onlus" esprime riserve sull'impiego delle risorse

L'ingresso a pagamento alla Riserva di Vendicari a partire dall'1 agosto, che tante polemiche ha suscitato, non è un provvedimento emanato dal giorno alla notte ma di un iter legislativo, lungo oltre un ventennio, che il legislatore riconduce a logiche di economicità ed efficienza delle risorse pubbliche.
Così esordisce in una nota sul dibattito in atto sulla questione Marco Monterosso dell'associazione "La nostra terra onlus".
"Si può obiettare che si dovrebbe pagare per servizi già esistenti e non per l’ipotetica introduzione di nuovi - prosegue Monterosso - tuttavia anche la reale capacità da parte della Regione di garantire un puntuale impiego delle risorse, direttamente sulle diverse aree, appare perlomeno discutibile. Il rischio è che le somme reperite attraverso l’emissione di un biglietto d’ingresso - afferma - finiscano nell’enorme “calderone” del bilancio regionale a cui variamente attingere, per le più diverse necessità".
Monterosso poi fa riferimento alle motivazioni per le quali sono state istituite le aree protette: "La principale ragion d’essere per l’istituzione delle aree protette - spiega - è quella della tutela delle specificità naturalistiche dell’ecosistema in cui ricadono. Valorizzazione e fruizione “discendono” dalla tutela e dal corretto impatto antropico che la fruizione inevitabilmente determina In questa prospettiva e, secondo alcuni, il biglietto d’ingresso - aggiunge - potrebbe favorire una sorta di “freno” alle eccessive presenze estive. Probabilmente quest’ultima problematica, al di là dell’introduzione di un biglietto, - eccepisce Monterosso - si sarebbe potuto risolvere pretendendo una concreta e severa azione di vigilanza e con l’introduzione di un numero programmato di visitatori, ma le soluzioni più semplici, in Sicilia, si sa, sono sempre quelle più difficili da realizzare".

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