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Ingresso a pagamento nella Riserva naturale di Vendicari, divampa la polemica

Ingresso a pagamento nella Riserva naturale di Vendicari, divampa la polemica
Le contestazioni riguardano la mancanza dei servizi minimi essenziali e la scelta del momento di in cui il territorio è alle prese con una faticosa ripartenza del settore turistico

Il giorno dopo l'attuazione dell'ingresso a pagamento nella Riserva naturale di Vendicari, divampa la polemica.
Il pagamento di 3,50 per entrare nella riserva non va giù a molti. E' anche vero che sono previste riduzioni a 1,50 euro per Forze dell’Ordine, associazioni ambientaliste, studenti e scout e ingressi gratuiti per bambini sotto gli 8 anni, diversamente abili con accompagnatore, soggetti impegnati in attività di studio, ricerca e didattica e per iniziative istituzionali.
E se per la Regione l'obiettivo del pagamento di un ticket d'ingresso è finalizzato a incrementare i servizi e la tutela dell’area protetta pe Vincenzo Vinciullo il pagamento del ticket "è solo uno strumento di pronta cassa che certamente non aiuta il turismo del Sud-Est siciliano".

"Ritengo - aggiunge Vinciullo - che il biglietto di ingresso alla riserva, ad oggi, sia un atto amministrativo illegittimo in quanto è stato imposto senza tenere conto dell’art.1 della Determina assessoriale n.85 del 15 marzo 2015 che prevede la possibilità di istituire un ticket solo nel caso in cui siano garantiti i servizi minimi essenziali che il medesimo decreto riassume in: servizi igienici, punti acqua, tavoli e sedie e postazioni per la raccolta differenziata e non mi sembra che questi servizi minimi siano garantiti".
Un'altra voce dissonante è quella di Tiziano Spada, coordinatore provinciale di Italia Viva Siracusa: "L’istituzione di un ticket per l’accesso alla meravigliosa spiaggia di Vendicari arriva, a prescindere da qualunque tipo di premessa, nel peggior momento possibile per il nostro territorio, alle prese con una lenta e faticosa ripartenza del settore turistico. Abbiamo già sollecitato Giovanni Cafeo a presentare all’Ars un’interrogazione urgente sull’argomento – conclude Spada – al fine di ottenere un quadro chiaro della situazione".
Arriva anche il commento critico di Pippo Zapulla e Landro , coordinatori regionale e provinciale di Articolo uno: "Se si vuole così contenere la diffusione del covid - dichiarano - è davvero ridicolo per quel che si vede in giro ed essendo una delle spiagge che per estensione consente un naturale distanziamento, se si vogliono invece recuperare risorse per la manutenzione dell’oasi e della spiaggia vuol dire che si è alla frutta, se si vuole favorire il turismo è evidente che si produce l’effetto opposto, se infine si intende rendere più accogliente la presenza dei cittadini oltre a 4 bagni chimici è clamorosa l’assenza di ogni servizio. Così - aggiungono - si tratta di un banalissimo e inaccettabile balzello che la dice lunga sull’improvvisazione con cui la Regione intende gestire le oasi e più in generale i beni culturali e ambientali".
Tutto questo mentre ieri, nel primo giorno di ingresso a pagamento, i turisti anno dovuto "sopportare" lunghe file in attesa sotto il sole cocente per poter entrare in riserva con prevedibili malumori e proteste. In tutto peraltro in barba alle norme di distanziamento anti covid.

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