monitoraggio in Sicilia

Goletta verde, a Siracusa il Porto grande tra i 15 punti risultati "inquinati", spiaggia del Granatello ad Augusta "entro i limiti"

repertorio
Sono i due punti campionati dai tecnici di Legambiente per verificare lo stato di salute delle coste e delle acque italiane

Il Porto Grande di Siracusa, alla foce del Canale Grimaldi, è tra i 15 punti in Sicilia in cui il mare risulta “inquinato”. L'altro punto campionato nella provincia aretuse, quello sulla spiaggetta del Granatello di Augusta, è risultato “entro i limiti”. In totale in Sicilia sono stati controllati 26 punti.
Questo il dato che viene fuori dalla "fotografia" scattata da un team di tecnici e volontari di Goletta Verde, la campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio e all'informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane.
Per la prima volta quest'anno la Goletta non segue il classico itinerario coast to coast a bordo dell'imbarcazione, che si prende una piccola pausa nel rispetto delle restrizioni per il distanziamento fisico imposte dalla pandemia.
"Passano gli anni, si succedono sindaci e assessori cambiano le società di gestione del servizio idrico - si legge in una nota di Legambiente Siracusa - ma il Porto Grande di Siracusa, patrimonio dell'umanità e bene paesaggistico unico, rimane inquinato a causa dello scarico delle acque reflue provenienti dal depuratore cittadino.
Attraverso il Canale Grimaldi, i reflui depurati provenienti dal depuratore di Siracusa (milioni di metri cubi all'anno) vengono convogliati direttamente all'interno del porto. Ricordiamo - si legge ancora nella nota - che lo scarico doveva essere una soluzione temporanea, autorizzata in via d'emergenza dalla Regione, ma ormai viene utilizzato regolarmente da circa trent’anni. Il notevole apporto di sostanze nutritive di cui è carico il refluo depurato sta determinando un l'eutrofizzazione del bacino, con la formazione di alghe e il deposito sul fondo di fanghi. Inoltre, viene sprecata una risorsa come il refluo depurato altrimenti utilizzabile per l'agricoltura e l'industria.
Da anni denunciamo questa situazione indecorosa ma - denuncia l'associazione ambientalista - nessun impegno concreto è stato finora assunto. La soluzione immediatamente praticabile - conclude la nota - rimane quella di utilizzare l'impianto del consorzio di bonifica per portare il refluo fino al depuratore consortile della zona industriale che attraverso la propria condotta lunga un chilometro potrebbe sversarlo in mare aperto".

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