le precisazioni

Piano regionale qualità dell'aria, Confindustria Siracusa: "I rilievi riguardano la fattibilità tecnica e l'efficacia"

Piano regionale della qualità dell'aria, Confindustria Siracusa: "I rilievi delle aziende riguardano la fattibilità tecnica e l'efficacia"
Ieri l'incontro con l'assessore regionale Cordaro. Le aziende: "Trasmetteremo alla Regione piano che illustra le difficoltà tecniche connesse ad ulteriori riduzioni dei limiti delle emissioni"

"Le Aziende dell'area industriale siracusana trasmetteranno alla Regione quanto già inviato al Ministero dell’Ambiente in risposta alle richieste del gruppo istruttore Ai, vale a dire il piano che illustra le difficoltà tecniche connesse ad ulteriori riduzioni dei limiti delle emissioni" .
Così Confindustria Siracusa risponde alle dichiarazioni dell'assessore regionale dell'Ambiente, Cordaro a margine dell'incontro di ieri sul Piano regionale della qualità dell'aria.
Poi una serie di precisazioni: "Le aziende hanno impugnato il Piano Regionale Tutela Qualità dell’Aria (e prima ancora il Piano di zonizzazione su cui si fonda il Piano Qualità dell’Aria) - si legge in una nota - non perché contrarie al Piano di Qualità dell’Aria emanato dalla Regione, ma perché hanno sempre rilevato che le misure adottate nei loro confronti contenute nel Piano attualmente vigente introducono livelli di limiti emissivi inferiori a quanto già previsto a livello europeo e nazionale ad oggi autorizzato. L’adozione delle misure - si aggiunge - si basa su dati emissivi del 2012 e per i dati relativi alla qualità dell’aria si fa riferimento al 2015. Gli impianti industriali, infatti, destinatari di Autorizzazioni Integrate Ambientali già dal 2011 hanno posto in essere progetti di ammodernamento degli impianti per conseguire l’applicazione delle migliori tecnologie disponibili di settore, i cui risultati in termini di miglioramento della qualità dell’aria non sono stati tenuti in conto dal Piano.
"Le aziende non hanno mai posto una questione pregiudiziale economica sull’argomento - viene precisato - in questi anni esse hanno continuato ad investire centinaia di milioni di euro in tecnologie all’avanguardia per abbattere le emissioni e rientrare entro i limiti man mano emanati dall’Europa e recepiti dalla legislazione nazionale.I rilievi delle Aziende - prosegue la nota - hanno sempre riguardato da un lato la fattibilità tecnica delle prescrizioni contenute nel piano e dall’altro l’efficacia stessa del piano, che dà prescrizioni basandosi su dati obsoleti chiedendo investimenti per la riduzione di sostanze oggi non più un problema per l’area industriale e con beneficio atteso irrilevante. Gli investimenti delle Aziende - conclude il documento - potrebbero essere, oggi, indirizzati verso progetti di sostenibilità integrata per rendere gli impianti sempre più competitivi sul mercato italiano e internazionale anche ai fini di aumento del benessere sociale del territorio".

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