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Siracusa, nuovo ospedale: la giunta regionale aumenta le risorse a disposizione da 140 a 160 milioni

Siracusa, nuovo ospedale: la giunta regionale aumento le risorse a disposizione da 140 a 160 milioni
La Commissione regionale sanità oggi nel capoluogo aretuseo: all'ordine del giorno la realizzazione della nuova struttura sanitaria e le problematiche dell'ospedale Trigona di Noto

Nuove aggiuntive risorse per la realizzazione del futuro nuovo ospedale di Siracusa: si passa da 140 a 160 milioni necessari per rendere il nuovo ospedale un Dea di secondo livello. L'incremento delle risorse da parte della Giunta regionale è stato comunicato oggi durante l'incontro che la Commissione regionale sanità ha tenuto a Siracusa, presso la sede della Direzione generale dell'Asp, con la partecipazione del direttore, Salvatore Lucio Ficarra, del deputato del M5S, Stefano Zito che ha organizzato l'incontro, del sindaco di Siracusa, Francesco Italia e del primo cittadino di Noto, Corrado Bonfanti.
“Ci siamo ritrovati tutti attorno allo stesso tavolo – sottolinea Zito – per affrontare una questione importante e di cui si discute da anni. La presidente della Sanità ha ascoltato le esigenze di una provincia che rischia il collasso dal punto di vista sanitario e a cui serve con urgenza definire l’iter per la costruzione di un ospedale nuovo e qualificato Dea di II livello."
Si è parlato della scelta dell'area in cui realizzare il nuovo nosocomio, scelta che spetta al Consiglio comunale ( che in passato ha già deciso e deliberato più di una volta) e per la quale l'Asp mette a disposizione uno studio commissionato al prof. Giuseppe Pellitteri, che mette in fila 4 opzioni con una, con quella di contrada Tremilia che, in base ai punteggi, viene indicata come quella ideale.
Sulla scelta dell'area, intanto, lunedì 15 luglio si terrà una seduta aperta del Consiglio comunale.
"Il Consiglio comunale, organo delegato nella scelta dell'area, dovrà rivedere le proprie scelte. - commenta Filippo Scerra, deputato nazionale del M5S - Siamo stati i primi, ormai da tempo, a sostenere che l'area della Pizzuta sia inadeguata per un nosocomio che abbia quei parametri e lo studio del tecnico nominato dall'Asp su suggerimento della Regione va in quel senso. Per questo lunedì sarò presente alla seduta aperta del Consiglio comunale, perchè spero che attraverso un dibattito politico, ma soprattutto responsabile, si possa andare oltre a vecchie logiche di campanile o di colore politico".

Altro argomento toccato è stato quello dell'ospedale Trigona di Noto e della chiusura temporanea del Pronto soccorso per mancanza di medici: la presidente Margherita Ruvolo, ha comunicato il malumore dell'assessore regionale, Ruggero Razza per l'accaduto viso che "questo passaggio - ha detto - non ve verso la riqualificazione tanto auspicata".
Parole di apprezzamento sono state spese dal manager dell'Asp, Ficarra sull'operato dei medici che hanno lavorato per sopperire al'assenza dei medici di pronto soccorso. Per loro ha annunciato una lettera di encomio. Sulla riapertura del Pronto soccorso, invece, bisogna aspettare la conclusione della procedura di reclutamento dei medici in pensione, il cui avviso scade domani.
Dal direttore generale dell'Asp, Salvatore Lucio Ficarra sono arrivate alcune buone notizie per la struttura sanitaria netina: saranno a breve attivati i posti i Lungodegenza così da poter ricevere i malati di Mediicina provenienti da Avola; nuone nuove anche per il reparto di Riabilitazione: è stato proposta l'apertura di un Centro pre la cura del Linfedema, che sarebbe l'unico in Sicilia e he potrebbe, pertanto diventare con 28 posti letto centro di riferimento regionale.

Soddisfazione è stata espressa dal deputato regionale Giovanni Cafeo. "Ho fatto però notare - dice Cafeo - che le pur importanti tematiche trattate non devono far dimenticare che il territorio di Siracusa non si ferma alla zona sud e alla città, ma esiste anche un importante questione sanitaria legata a tutta la zona nord, a cominciare dall’ospedale di Lentini. L’obiettivo comune da raggiungere – spiega ancora l’On. Cafeo – è provare a fermare la mobilità passiva, dovuta anche ad una percezione di maggiore garanzia e professionalità che i cittadini pensano di trovare nelle vicine Catania e Ragusa. Una percezione diretta conseguenza delle scelte effettuate – continua Cafeo – evidentemente penalizzanti, come la decisione di non prevedere proprio a Lentini la <>”

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