elezioni 2018

Siracusa, sentenza del Tar: dibattito acceso in ambito politico

Siracusa, sentenza del Tar: dibattito acceso in ambito politico
Visioni contrapposte dopo l'annullamento della proclamazione del sindaco e del consiglio comunale

Continua a far discutere la sentenza del Tar di Catania che ha annullato la proclamazione del Sindaco e del Consiglio comunale e ha disposto che si rivoti in 9 sezioni di Siracusa per aver riscontrato irregolarità.

C'è chi come Paolo Cavallaro di Fratelli d'Italia afferma che "la nostra democrazia è in serio pericolo, i cittadini non possono essere certi nemmeno che il loro voto giunga a destinazione. È chiaro - prosegue - che occorra una rapida rivisitazione della legge elettorale, del sistema degli scrutini e persino dei meccanismi giudiziari che consentono il controllo delle operazioni elettorali, se è vero come lo è - conclude - che è passato un anno e mezzo per conoscere l'esito del ricorso del candidato Reale".

Di contro Fabio Granata, assessore della giunta Italia ribadisce che non sono riscontrati brogli, ma irregolarità e in sole 9 sezioni e focalizza l'attenzione sulle conseguenze di questo nuovo commissariamento della politica: "Solo nelle mie rubriche - riferisce - si bloccheranno tutte le Mostre e gli eventi già pronti per le Festività, nessuno seguirà il ripristino della agibilità per l’Antico Mercato, nessuno potrà firmare la convenzione per il nuovo corso di laurea in valorizzazione del Patrimonio Culturale, nessuno ripristinerà e riaprirà Palazzo Impellizzeri e nessuno seguirà la definizione dei lavori per la riapertura del Palazzo storico del Gargallo. Saranno a rischio i finanziamenti già ottenuti dalla Regione sui nostri progetti. In compenso - conclude - rialza la testa il Sistema Siracusa chiedendo 27 milioni di euro al Comune".

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