ieri sera

Siracusa, l'ultima seduta di Consiglio comunale si chiude con urla e accuse: al voto cade il numero legale

Siracusa, l'ultima seduta di Consiglio comunale si chiude con urla e accuse: al momento della votazione cade il numero legale
In apertura della seduta dibattito su quanto accaduto quel fatidico 8 novembre, giorno in cui il Consiglio ha bocciato, per errore o per calcolo, il Bilancio consuntivo 2018, decretando il suo scioglimento

Dopo una prima teatrale, una comitiva dell'alta borghesia viene invitata a cena in una villa di amici. Sul tardi, mentre ascoltano una pianista, si accorgono che la servitù si è inspiegabilmente eclissata. Cercano di uscire dalla villa ma qualcosa li trattiene. Sono prigionieri di loro stessi e improvvisamente si ritrovano, quasi fosse il giorno dell'Apocalisse, a piangere sul loro destino. La situazione si fa sempre più tesa, i loro dialoghi sempre più amari e violenti fino al "sacrificio carnale" di una giovane ragazza che viene posseduta dal loro ospite. Solo allora crederanno di essersi liberati dal loro incubo.
Sembrerebbe la narrazione del Consiglio comunale di Siracusa, ma è solo la trama di un capolavoro del regista Luis Buñuel, L'angelo sterminatore, realizzato in collaborazione con Salvador Dalì. Ad ogni modo, anche se non si può parlare di narrazione in senso stretto, si può parlare quantomeno di una buona parafrasi della realtà.
Andiamo a noi, ai fatti. Ieri sera, il Consiglio si è riunito al secondo piano del Palazzo Vermexio, in aggiornamento della seduta scorsa quando un punto all'ordine del giorno, l'Acquisizione gratuita ed accorpamento al Demanio stradale comunale di terreni di proprietà privata utilizzati ad uso pubblico, fu rimandato perchè necessitava del parere tecnico. Su questo, infatti, è stato presentato un emendamento, nel quale si chiede di addebitare l'onere economico all'Ente e non ai richiedenti per la redazione dell'eventuale frazionamento dell'area da acquisirsi. Emendamento che, peraltro, ha ricevuto parere tecnico negativo.
Particolare non da poco, è però che il civico consesso è sospeso in attesa del decreto di scioglimento a firma dell'assessore regionale.
Infatti, come anticipato ieri, per il consiglio comunale non c'è più nulla da fare. A determinarne la morte del civico consesso la bocciatura del bilancio consuntivo 2018 in aula, approvato poi dal commissario regionale Giovanni Cocco.
Poche ore hanno separato la firma del bilancio alla riunione in Aula, dove si è celebrato il funerale del Consiglio. Nella Sala verde, come quando viene allestita la sala ardente per le personalità importanti, così ieri i consiglieri hanno tentato di dare vita all'ultimissima seduta di consiglio, legittima solo perchè convocata prima dell'8 novembre (data della bocciatura del consuntivo). Ad aprire il dibattito uno spazio ampio dedicato agli errori e ai difetti di comunicazione contro i quali i consiglieri hanno dovuto sbattere la testa proprio quel fatidico 8 novembre.
Il primo a prendere la parola è Ezechia Paolo Reale, il quale ribalta il punto di vista parlando di "responsabilità di un organo che consapevolmente ha deciso di dire no ad un documento ritenuto incompleto".
Tanti gli interventi, ciascuno ha detto la sua, ciascuno ha dato la sua versione, 32 versioni, 32 filosofie "politiche" di una cosa che ha una sola verità: i patti pre-consiglio non sono andati in porto, e così boom, sorpresa, il consiglio non c'è più.
Intervento degno di nota quello del consigliere Gaetano Favara: "Ieri si parlava di salvare il salvabile e adesso sento paroloni come responsabilità? Ma la coerenza dove sta?" Il riferimento è da ricercare nei tentativi, risultati vani, di fare pressing a Palermo per concedere una proroga e tante altre piccole strade percorse inutilmente per poi parlare in Aula di decisioni prese per responsabilità.
I toni in Aula sono da sconfitta. C'è chi ringrazia l'amministrazione, chi ringrazia gli elettori, chi saluta i compagni di viaggio. Qualcuno ammette la volontà di candidarsi nuovamente, altri annunciano di volersi ritirare dal mondo delle corse elettorali.
Da una parte del Movimento 5 stelle arriva l'esortazione al sindaco Franceco Italia perchè si dimetta, ma quest'ultimo ribatte: "Non ho nessuna intenzione, e lo faccio per una cosa più importante, e cioè quello per cui sono stato eletto: il perseguimento del bene comune".
Si puntano quasi tutti il dito a vicenda per la disfatta, tranne il gruppo Siracusa protagonista e Reale che mostrano complicità ritrovata.
E poi, dopo aver più volte parlato di responsabilità, si arriva finalmente a trattare l'unico punto all'ordine del giorno: ma, fatalità, cade il numero legale.
Chi rimane in Aula sembra stupito. La seduta viene aggiornata ad oggi pomeriggio alle 18, e chissà se anche oggi, come nel film, i consiglierei troveranno un ostacolo invisibile per abbandonare definitivamente l'Aula.
Il "sacrificio carnale", come nel film, c'è: la rappresentanza politica di ogni cittadino esercitata proprio nell'Aula del consiglio comunale.

di Oriana Gionfriddo

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