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Siracusa, è finita: il commissario regionale Cocco ha firmato il decreto di scioglimento del Consiglio comunale

Siracusa, è finita: il commissario regionale Cocco ha firmato il decreto di scioglimento del Consiglio comunale
Pare che proprio questa mattina gli assessori comunali siano stati convocati dal sindaco, Francesco Italia a Palazzo Vermexio, per la notizia ufficiale.

Non c'è più nulla da fare per il Consiglio comunale di Siracusa che, da adesso, non esiste ufficialmente più. Mentre c'è ansia per l'ultima seduta, convocata per questa sera, con tanto di apertura dedicata proprio all'argomento che ne ha determinato la disfatta, cioè la bocciatura del bilancio consuntivo 2018, il commissario regionale Giovanni Cocco ha approvato d'ufficio il documento, atto che porterà alla firma il decreto di scioglimento dell'organo da parte dell'assessore regionale.
La notizia non sorprende quasi nessuno. Come già anticipato da SiracusaPost, lo scorso 8 novembre, la sera della morte del Consiglio comunale, i margini per tornare in Aula sarebbero stati ben pochi.
"Il consiglio inadempiente viene sciolto e rimane sospeso nelle more della definizione della procedura di applicazione della sanzione dello scioglimento" - si legge all'articolo 109 bis dell'Ordinamento amministrativo degli enti locali.
Ebbene, così è stato. Pare che proprio questa mattina gli assessori comunali siano stati convocati dal sindaco, Francesco Italia a Palazzo Vermexio, per la notizia ufficiale.

Da quell'8 novembre ad oggi tanti i tentativi per cercare la salvezza, tutti evidentemente vani. Da quel No, frutto di errori di calcolo e difetti nella comunicazione, sono partite grandi e piccole manovre per tentare disperatamente di correre ai ripari. Per tale motivo sono state seguite due piste: la prima quella del dialogo (quasi preghiera) diretta con Palermo, l'altra quella di tentare di riconvocare il Consiglio comunale entro i termini (il 13 novembre) e rimettere all'ordine del giorno l'approvazione del consuntivo. Condizione, quest'ultima, impossibile perchè si sarebbe dovuto presentare un emendamento con tanto di pareri.
Intanto questa sera si torna in Aula per l'ultimissima seduta. Un solo punto all'ordine del giorno. Ma il vero nodo è quello in apertura, quando si parlerà proprio di questa vicenda

di Oriana Gionfriddo

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