l'esposto

Melilli, Operazione Muddica: l'ex vicesindaco Stefano Elia scrive a Mattarella "Il mio un caso di malagiustizia"

Melilli, Operazione Muddica: l'ex vicesindaco Stefano Elia scrive a Mattarella "Il mio un caso di malagiustizia"
Nell'Operazione Muddica era stato coinvolto oltre a Elia anche il primo cittadino

Lo definisce un caso di malagiustizia quello che si è abbattuto a Melilli e che è passato alla storia come Operazione Muddica. A dirlo è l'ex vicesindaco Stefano Elia, coinvolto all'epoca insieme al primo cittadino nel caso. Elia non ci sta a tacere e scrive un esposto a Sergio Mattarella, in quanto Presidente della Repubblica italiana e Presidente del C.S.M.
Di seguito riportiamo il contenuto dell'esposto a stralci

Per rispetto delle Istituzioni, ho aspettato che venissero depositate anche le motivazioni da parte della Suprema Corte di Cassazione, con le quale nel confermare totalmente il provvedimento di annullamento da parte del Tribunale della Libertà di Catania, viene delineato che gli arresti eseguiti dalla Procura di Siracusa sono stati illegittimi, perché carenti non solo di prove ma addirittura di indizi, inoltre per la Cassazione, a Melilli, non vi è mai stata alcuna associazione a delinquere, come ipotizzato invece dalla Procura della Repubblica di Siracusa.
Adesso è il momento di fare piena luce all’opinione pubblica su una vicenda che già dal primo momento a destato non pochi dubbi e perplessità. Infatti, dall’esame completo della discovery e dei dossier dell’indagine emergono elementi sconcertanti: un enorme “fremeup”, una grande manipolazione di fatti e atti, fino ad arrivare alla creazione addirittura di vere e proprie “prove false” da parte della polizia inquirente del Commissariato di Priolo Gargallo, paragonabili solo al più famoso “Sistema Siracusa”.
Sono state trasmesse alla Procura ed al Gip delle lettere anonime come se fossero regolarmente firmate per avere proroghe alle indagini. Cittadini onesti ed incensurati usati come carne da macello, portati in commissariato con le auto della polizia incredibilmente solo per eseguire loro una notifica, a cui sono state prese indebitamente anche le impronte digitali, sbattuti su tutti i telegiornali nazionali italiani senza avere condotto prima degli esami accurati e pertinenti, anzi il contrario un’indagine superficiale da cui emerge solo ed esclusivamente la mancanza di qualsiasi prova! Adesso è necessario ai fini di Giustizia conoscere la verità. Svelare alla gente il retroscena, capire perché le indagini sono state condotte in questo modo. Emergono dall’esposto numerose irregolarità e svariati reati da parte di chi dovrebbe tutelare la legge.
Al momento resta solo un altro fatto di malagiustizia a Siracusa.

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