UNO SPARO NEL BUIO

GRETA vs ASSUNTINA LA PROTESTA E' DONNA ED E' MOLTO GIOVANE

GRETA vs ASSUNTINA La protesta è donna ed è molto giovane
GRETA vs ASSUNTINA
La protesta è donna ed è molto giovane

 
 
Ferve il palpitante dibattito su Greta. Greta sì, Greta no, Greta manovrata, Greta descolarizzata, Greta inquinatrice, Greta canonizzata, Greta brutta, Greta bella, Greta così così.
A correre in nostro aiuto, indicandoci il giusto sentiero per poter partecipare all’inebriante dibattito, sono ancora loro, i propiziatori dogmatici dell’agone intellettuale feisbucchiano, i detentori di capacità profetiche e divinatorie, oligarchi dotti e munifici, nobili tessitori di opinioni, mentori ascetici che tutto conoscono e su tutto ammoniscono, traghettatori per l’approdo all’immanente, anche se non sanno bene che vuol dire immanente. All’insegna del “non ho bisogno di informarmi, la questione è sotto gli occhi di tutti, piuttosto è arrivato per te il momento di toglieri i prosciutti dagli occhi” questi eletti replicano sempre con la giusta risposta alle tendenziose domande dei loro detrattori. A titolo esemplificativo riportiamo uno standard che, per definizione, può facilmente adattarsi a qualunque dibattito: il “E perché, allora…?!”
L’utilissimo escamotage, se ben utilizzato, potrà tornare utile a chi voglia scampare ad una situazione pericolosa o imbarazzante. L’applicazione non è difficoltosa, ma per un corretto uso saranno necessarie almeno due sedute di allenamento.
 
Esempio numero uno
-Come mai oggi hai scelto questo brutto colore di rossetto?
-E perché, quello di Cettina allora?
[la tecnica del “e perché, allora…” ci ha appena sollevati dal formulare una logica giustificazione al nostro comportamento e ci ha consentito, altresì, di eludere furbescamente l’argomento tout-court]
Esempio numero due
-Ma che fai, passi con il rosso?
-E perché, tu che non ti metti mai la cintura allora?
Esempio numero tre
-Tua moglie ti tradisce.
-E perché, tu che vai con i trans allora?
Come si può notare, lo standard è facilmente applicabile a qualunque argomento. Tornare alla tastiera e primeggiare fra i pret a penser della rete (senza necessariamente conoscere gli argomenti di cui si parla), sarà un tutt’uno.
 
Ma se si parla molto di Greta, non si parla abbastanza di una figura nostrana che ben prima dell’attivista svedese, e ben più di lei, si è battuta per l’affermazione dei diritti umani nel siracusano. E’ la sedicenne Assuntina Caracò, da oltre due decenni in prima linea per le più nobili battaglie civili e sociali che la vedono protagonista già dai primi anni 70. La foto rappresenta uno dei suoi molteplici atti d’eroismo. Era una calda mattina del 1957 e la giovane attivista aveva appena ricevuto in Cattedrale la sua prima comunione. Durante la funzione cominciò a serpeggiare fra i banchi della chiesa una preoccupante voce sullo stato di salute di Palazzo Vermexio. Assuntina non ci pensò due volte e si diresse a spron battuto verso il Palazzo comunale. Grazie alla sua destrezza, la pregevole struttura barocca fu salva. Assuntina è immortalata mentre regge Palazzo Vermexio in attesa dell’arrivo degli operai. Di Assuntina Caracò si parla molto poco e non molti ricordano i suoi epici scontri con i potenti della città già nel primo dopoguerra. I siracusani devono esserle grati, ad esempio, per la nota vicenda della Marina. Come si ricorderà, il sindaco in carica in quegli anni stava per trasformare il sito, che sarebbe divenuto il luogo preferito dai siracusani per lo struscio estivo, in un quartiere popolare denominato Mazzarrona. Assuntina insorse e diede vita ad una battaglia talmente incisiva che indusse il primo cittadino a realizzare il progetto in altro luogo. Anche sul piano dell’inquinamento atmosferico la giovane attivista ha dato il suo contributo. Ben prima che sorgesse il polo industriale, l’aria siracusana era già inquinata. Fu Assuntina Caracò ad individuare le cause nei frequenti episodi di meteorismo del Segretario comunale. Il trasferimento del funzionario, chiesto a gran voce dalla nostra eroica concittadina, fu disposto qualche settimana dopo.
Assuntina Caracò è un’eroina moderna, una nobile figlia di Archimede ed Aretusa che a causa dell’insipienza della rappresentanza politica, tarda ancora a ricevere i giusti riconoscimenti. Chiediamo a viva voce che la scandalosa situazione cessi. Il Sindaco Italia non può più fare orecchie da mercante, è giunto il momento di rendere merito ed onore alla nostra concittadina. Non dico le chiavi della città, che, come si evince dalla foto, non avrebbe dove mettere e potrebbe perderle, ma almeno un monumento come quello di Archimede posto all’ingresso di Ortigia. Assuntina è più bassa dell’inventore greco, ci vorrebbe meno bronzo, si risparmierebbe sensibilmente.
Mi dicono proprio in questo momento che il bronzo è fra le materie più facilmente reperibili in città, e allora io dico costruiamo una grande statua sul ponte umbertino, ripristiniamo la porta d’ingresso di Ortigia. Siracusa come Baghdad e come Fargo. Sindaco Italia, è la città che te lo chiede!
 
BRUNO FORMOSA

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