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Siracusa, presunti brogli amministrative 2018: Italia replica a Reale "Crea confusione per fare passare il suo messaggio". VIDEOINTERVISTA

Siracusa, presunti brogli amministrative 2018: Italia replica a Reale "Crea confusione per fare passare il suo messaggio". VIDEOINTERVISTA
In conferenza stampa un'analisi della relazione depositata in Prefettura dal verificatore. L'avvocato di Italia ha detto che parrebbe non esserci la condizione per annullare tutto.

Non sono in dubbio i voti considerati validi durante il primo turno alle scorse elezioni amministrative a Siracusa. Questa in estrema sintesi la replica di Francesco Italia a Ezechia Paolo Reale, i due sfidanti per la poltrona di primo cittadino alla tornata elettorale del 10 giugno scorso.
Per smontare la tesi sostenuta da Reale, durante una conferenza stampa che si è tenuta lo scorso mese, Italia, questa mattina, ha voluto incontrare i giornalisti in una conferenza di replica netta all'ex candidato.
Due eventi diversi, atmosfere diverse, e toni diversi: nel caso di Reale attacchi a viso aperto a Prefettura e al Presidente del Tribunale, nel caso di Italia ringraziamenti alle Istituzioni per la tutela messa in atto nelle verifiche successive al ricorso presentato al Tar da Reale (arrivato secondo al ballottaggio contro Francesco Italia, eletto poi primo cittadino). E' bene ricordare che la vicenda, però, riguardava il primo turno di elezioni, quando Reale non diventò sindaco per una manciata di voti.
Nel ricorso Reale si appella alla "scheda ballerina", cioè introdotta nell’urna dopo essere stata votata da persone estranee al seggio elettorale.

"Se fosse accertato questo principio - ha dichiarato Italia - saremmo davanti ad un sistema criminale ampio che coinvolgerebbe presidenti di seggio, rappresentanti di lista ed altre figure ancora. Ebbene questo sistema non si trova in casa Italia".
Parole taglienti, supportate da un'analisi della relazione depositata in Prefettura dal verificatore e pubblicata su SiracusaPost.it.

Tre gli elementi sottolineati questa mattina in conferenza, alla quale ha anche partecipato Gianluca Rossitto, avvocato del sindaco.

Per prima cosa si è voluto sottolineare l'oggetto della richiesta al Tar, e cioè "l'annullamento delle elezioni e non la correzione". Questo dato, secondo quanto detto oggi dal primo cittadino, andrebbe letto in un'ottica di voler mantenere una maggioranza comoda per Reale in consiglio comunale (ricordiamo che Italia è stato eletto con la minoranza e non ha avuto il premio di maggioranza).

Secondo elemento: i voti del sindaco non sono messi in discussione "Questi numeri che vanno da 5mila a 10 mila propinati da Reale - ha replicato Italia - non sono documentati da nessuna parte. Nelle relazione, frutto delle verifiche meticolose fatte in Prefettura, non esistono". Il tutto potrebbe riguardare il consiglio comunale e il suo disegno, ma non i voti del primo cittadino. "Non si tratta di dati omogenei - spiegano - per cui non si possono sovrapporre i dati del consiglio comunale a quelli del sindaco".
"La confusione creata da Reale è funzionale a non rendere chiara la situazione per fare passare un messaggio piuttosto che un altro" - incalza Michelangelo Giansiracusa, capo di gabinetto del Comune e uomo molto vicino al sindaco.
Giusto per snocciolare qualche dato, è bene dire che i voti considerati validi al primo turno ammontano a 54.563. Su questi è stato conteggiato il 40%, evidentemente non raggiunto dal candidato Reale. Inoltre, precisa l'avvocato Rossitto che "lo scarto è di oltre mille voti per eleggere Reale sindaco".
Terzo elemento sul quale ha puntato Italia è stata la separazione netta tra la persona ed il ruolo, e anche il ricorso contro Italia che deve rimanere cosa assai lontana dal ruolo ricoperto e dall'Istituzione Comune.

In prospettiva, l'avvocato ha detto che parrebbe non esserci la condizione per annullare tutto. Gli scenari che si prospettano, però, sono tanti, tra cui il voto solo in alcune sezioni.
Dopo la parte più formale del discorso ci sono state anche "note di colore" su retroscena di quelle famose elezioni. Italia ha raccontato di una telefonata tra lui e l'onorevole Stefania Prestigiacomo, durante la quale quest'ultima avrebbe consigliato al sindaco di non candidarsi per non "bruciarsi". Parole, da quanto trapela, dette in maniera bonaria, frutto probabilmente di buoni rapporti personali.
Anche se proprio lei, durante la conferenza di Reale, sedeva accanto a quest'ultimo. Seppure, l'atmosfera era tutto tranne che distesa, fatta di sorrisi di circostanza e, a tratti, da imbarazzi malcelati (anche da coloro che hanno corso accanto a Reale alla tornata elettorale).
Ma questa è politica ed è un'altra storia.

Adesso si attende il 7 novembre la decisione del Tar di Catania.

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