UNO SPARO NEL BUIO

Prontuario per la salvezza dalle cose del mondo di Bruno Formosa

PRONTUARIO PER LA SALVEZZA DALLE COSE DEL MONDO di Bruno formosa

PRONTUARIO PER LA SALVEZZA DALLE COSE DEL MONDO 

di Bruno Formosa

Sappiamo bene che le filosofie nippo-cinesi, il Buddismo, l’Induismo, il precetto cattolico della rassegnazione, il principio del piacere mistico che scaturisce dalla sofferenza propugnato dalle religioni più integraliste, la rappresentazione olistica di una caponata fresca fresca, l’appuntamento con la procace moglie dell’assessore, il sole, il sale sulla pelle, la prostatite di Sgarbi, sono tutte sorgenti di energia spirituale. Ciascuno di noi ha scelto la propria. Io metterei in testa alla classifica la procace, la caponata e la nicturia sgarbiana, ma c’è anche chi ha scelto la sofferenza, la rassegnazione ed il Fantacalcio. Ci si sforza di cercare il bicchiere mezzo pieno, anche se davanti agli occhi ci ritroviamo quel bicchiere stracolmo di mota che giornalmente si materializza già alla prima rassegna stampa dopo il nostro risveglio. Ci ricordano, questi stronzi, che il presidente statunitense è Trump, quello russo è Putin, che la gestione dell’emergenza amazzonica è nelle mani di Bolsonaro, che il governo italiano è (è stato e sarà) nelle mani di tornacontisti, populisti ed ignoranti, che lo Spread, il Nasdaq, l’Ebidta e la botta di sale che gli prende, tramano contro di noi, che Scilipoti ritira mensilmente la pensione pagata con le nostre tasse. Con questo po’ po’ di roba posta su uno dei piatti della bilancia, come potrebbe fare da contrappeso la frittatona di cipolla, la Peroni gelata e persino il rutto libero? Il genio di Paolo Villaggio, in tempi non sospetti, ci aveva già avvertiti, ma noi - notoriamente di coccio - ci abbiamo dormicchiato su, dopo aver, più o meno consapevolmente, condiviso il dogma contenuto nell’opera omnia di Neri Parenti, particolarmente nel passaggio in cui stigmatizza “fare una bella fetecchia talvolta aiuta più dell’Aulin”. Nè prevenire né curare, questo facciamo noi!

Ci viene in soccorso ancora una volta la filosofia dell’indimenticato vate Freak Antoni: “Cazzi vostri, io domani vado in Svizzera”, ma anche questa tendenza, al vaglio dei moderni antropologi, non può ormai essere ritenuta risolutrice od esaustiva, se si pensa che proprio dalla Svizzera provengono o sono transitati Blatter, Razzi ed Emanuele Filiberto di Savoia.

Si dirà: se persino il verbo di Freak Antoni viene messo in discussione, quale potrà mai essere il nostro intimo futuro senza un appiglio salvifico? Cosa ne sarà della nostra anima data alle fiamme dagli avvenimenti che giornalmente la divorano? Ciccio Midolo soffre come noi o si nni futti?

 

Il sociologo e neuropsichiatra calatino-cipriota Joseph Yastim, in tal senso, ha indicato una direzione nel corso del suo intervento al <Congresso nazionale sul fenomeno del consumo di stupefacenti di bassa qualità fra i parolieri delle canzoni in classifica>: “...e non c'è bisogno di niente (ahi ahi ahi ahi) quando la notte ti prende (ahi ahi ahi ahi)”. Alla dichiarazione ha fatto eco la successiva intervista rilasciata dallo stesso Yastim alla rivista scientifica per ipoudenti “Come, come…?!”, le cui direttrici possono essere condensate nel fondamentale passaggio “...tra il cielo e la savana tutto girava, Jambo Bwana dicevi tu, guardando me”.

Come i nostri lettori avranno già immaginato, le parole di Yastim hanno scatenato un ginepraio di reazioni da parte di altri studiosi della materia i quali si sono repentinamente affrettati a sottolineare: “Dimmi dove e quando, da stasera non arrivo in ritardo”, ed anche “Balla lentamente (oh eoh) senza dire niente (oh eoh) con la faccia al sole, la tua pelle che sa di sale (oh eoh) fallo lentamente (oh eoh) come fossimo io il giorno, tu la notte, tu viso pulito, il mio pieno di botte, io e te”.

 

Sembra chiaro che al cospetto di consolatorie meditazioni di tale portata, l’incendio in Amazzonia, i crimini di Putin e l’economia italiana prendono le sembianze di microscopici puntini all’orizzonte. Insomma, senza neanche scomodare Profeti, Sciamani, Vescovi, Guru, Rabbini, nuovi Messia, Bonzi o Salvo Sorbello, molti di noi hanno già trovato conforto spirituale fra le braccia di questi moderni ideologi. La riconversione mistico-culturale è già iniziata, vivaddio. E’ ormai fortunata consuetudine, infatti, che i dischi della Bertè vendano ben più di quelli di Bob Dylan, senza contare che Fred De Palma, in appena due stagioni, ha polverizzato i record di James Taylor.

L’istinto di conservazione della razza umana, certi viaggi... ah?!

 

 

Senza problemi, senza pensieri, l'insalatina per restare leggeri.
Senza problemi,senza pensieri, la posto oggi ma è una foto di ieri.

Travolti dallo stress, delirio universale
Basta solo non pensare, il mondo finirà

 

Fabio Rovazzi, influencer e filosofo

PRONTUARIO PER LA SALVEZZA DALLE COSE DEL MONDO di Bruno formosa

Categoria: