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Siracusa, Comitato Ortigia Sostenibile: "Centro storico nel degrado, sia revocata l'inclusione nella lista dei siti Unesco"

Siracusa, Comitato Ortigia Sostenibile: "Centro storico nel degrado, sia revocata l'inclusione nella lista dei siti Unesco"
Si denuncia, tra l'altro, la violazione della norma base prevista dal Testo Unico dei Beni Culturali, art. 52 che prevede la disciplina limitativa dell’uso commerciale del suolo urbano in prossimità dei siti e beni storico culturali

Dehors ovunque, monumenti inaccessibili per le auto in sosta e occupazione dei siti di grande interesse con installazioni a scopo commerciale. Tutte caratteristiche che descrivono, secondo il Comitato Ortigia Sostenibile, una situazione di grande degrado urbanistico e ambientale in Ortigia per la quale il Comitato chiede, in mancanza di azioni di tutela, l'esclusione del centro storico di Siracusa dalla lista dei siti Patrimonio dell'Umanità, ottenuto nel 2005.
Le ragioni di questa presa di posizione sono contenute in un articolato documento nel quale si denuncia, tra l'altro, la violazione della norma base prevista dal Testo Unico dei Beni Culturali, art. 52 che prevede la disciplina limitativa dell’uso commerciale del suolo urbano in prossimità dei siti e beni storico culturali.

"Ortigia - viene spiegato - avrebbe dovuto conservare la sua conformazione e destinazione sociourbanistica, la sua economia, il suo paesaggio, la sua bellezza, la sua parte di residenza e di identità, da offrire ad un turismo ed ad esercizi commerciali più attenti e rispettosi, invece è considerata come una mera operazione di marketing territoriale per accrescere business". Ecco perché secondo il Comitato Ortigia deve essere posta nella lista dei 54 siti in pericolo.
"Liberata Ortigia dall’assalto del turismo mordi e fuggi, ed incentivato da un turismo responsabile, attento, rispettoso e capace di più lunga permanenza - auspica il Comitato - potrà esserci una grande occasione di vera rivitalizzazione della perduta residenza. Potranno tornare a destinarsi le unità immobiliari ristruttrurate ad un mercato per nuove coppie, per giovani famiglie, per ceti medi e medio bassi, con la naturale calmierazione dei prezzi delle locazioni e dei valori immobiliari. Potremo rivedere di nuovo la vita normale, risorgere le economie di vicinato, le attività commerciali del quotidiano, ritroveremo - conclude il documento - quella popolazione fuggita nelle parti alte della città e con essa pezzi di identità e trasmissione di memoria".

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