Qual è lo stato di salute del calcio italiano?

Qual è lo stato di salute del calcio italiano?

Nella stagione che si è appena conclusa, abbiamo assistito ad una delle pagine più buie della storia recente del calcio italiano. Sebbene la situazione in Serie A sia migliorata ed le migliori squadre stiano riuscendo ad accorciare il gap economico che li separa dai club più ricchi di Europa, dalla Serie B in giù il nostro movimento calcistico non gode di buona salute e sono diverse le società che, sulla scia di quanto avvenuto anche al Siracusa, sono state costrette a dichiarare fallimento a causa dell’eccessiva esposizione debitoria.

 

Nelle categorie minori c’è ancora tanto lavoro da fare

 
Il primo periodo realmente critico per il nostro calcio, dal punto di vista meramente economico e finanziario, è stato quello a cavallo tra gli anni ’90 ed il 2000. In quegli anni, come raccontato anche da La Repubblica, a causa della scelerata gestione delle rispettive presidenze, squadre storiche del nostro calcio come Fiorentina, Parma e Napoli furono costrette a dichiarare fallimento ed a ripartire dalle categoria inferiori. Se, a distanza di poco meno di 15 anni, il Napoli è riuscito a tornare più forte di prima e secondo le scommesse sul calcio oggi i partenopei sono tra i favoriti assoluti per la vittoria del prossimo scudetto, ad altre realtà locali come, ad esempio, quella della Reggina o del Taranto, le cose sono andate meno bene. Il lavoro fatto negli ultimi tempi, nel tentativo di ridistribuire meglio la ricchezza, non è stato sufficiente e di anno in anno si presenta con sempre maggior vigore la necessità di operare delle riforme profonde, che possano permettere la sopravvivenza anche a piazze che non dispongono di enormi risorse economiche.

 

Le vicende Palermo e Foggia

 
Il recente fallimento del Siracusa ha rappresentato solo l'epilogo di una serie di episodi che, gestiti male sin dal principio, hanno costretto intere città a pagare le colpe di pochi. Il Siracusa, tuttavia, non è stata l’unica società che ha pagato a caro prezzo la cattiva gestione degli ultimi anni e in Serie B, dopo i fallimenti di soli due anni fa di Avellino e Bari, sono state due le società che hanno dovuto chiudere bottega. Foggia e Palermo, per errori e attività finanziarie illecite messe in pratica dalle rispettive presidenze e dirigenze, sono state costrette a dire addio alla cadetteria ed a ripartire dalla Serie D. Ancora una volta, come sempre accade in queste occasioni, a pagare saranno solo ed esclusivamente i tifosi palermitani e foggiani, a cui va riconosciuto il merito di aver sempre fornito il proprio supporto alla propria squadra del cuore. Se è vero che, per la prima volta dopo tanti anni, nessuna squadra partecipante al campionato di Serie C si presenterà ai nastri di partenza della nuova stagione con penalizzazioni in classifica, è altrettanto vero il lavoro da fare per garantire la regolarità dei campionati è ancora immenso.
 
La Federazione e le varie Leghe professionistiche e dilettantistiche dovranno lavorare duramente per evitare che in futuro si verifichino nuovi casi Siracusa, Palermo e Foggia e la speranza dei tifosi è che il più presto possibile la situazione possa tornare alla normalità.

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