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Siracusa, Rapporto sulle economie territoriali: 10 anni bui per l'intera provincia

Siracusa, Rapporto sulle economie territoriali: 10 anni bui per l'intera provincia
Dal 2008 al 2018 è cresciuto il tasso di disoccupazione, soprattutto quella giovanile

Prosegue il declino economico della provincia di Siracusa. Questo si evince dal "Rapporto sulle economie territoriali" presentato dall' Ufficio Studi di Confcommercio, che ha analizzato i cambiamenti dell'economia delle regioni e delle province italiane negli ultimi dieci anni.
Nel decennio 2008/2018 la popolazione è rimasta costante, ma il tasso di disoccupazione in provincia di Siracusa è aumentato attestandosi 22,2%, sopra la media regionale e ad oltre 12 punti di distanza dalla media nazionale. Ancor più grave il dato della disoccupazione giovanile che nel 2018 si attesta 52,4%, anche qui a circa 12 punti percentuali di distanza dal dato nazionale.

"Occorre una politica di infrastrutture e di defiscalizzazione delle piccole e medie imprese per il rilancio di Siracusa e della Sicilia - commenta il presidente di Confcommercio Siracusa Elio Piscitello - questi dati ci spiegano che il commercio di mercato e l'accoglienza in generale potrebbero rappresentare il futuro della nostra provincia. Serve - aggiunge - una programmazione per attrarre investimenti e poter determinare le scelte sul turismo".

In provincia nel 2018 risultavano registrate presso la Camera di Commercio 36.636 aziende, di cui il 23,8% nel settore del commercio e il 18% circa rispettivamente nei settori agricoltura e industriale. In quasi tutti i settori (esclusa l’agricoltura) il saldo fra cancellazioni e nuove iscrizioni è negativo e in particolare nel settore commercio, il saldo è pari a -322 aziende.
Il 75% degli occupati in provincia presta l’attività lavorativa nel settore dei servizi, di questi quasi il 25% opera nel settore commercio, alberghiero e della ristorazione. Nell’industria e in agricoltura lavorano, invece, rispettivamente il 10,2% ed il 16,7%.

"Anche i consumi pro-capite nella nostra città rimangono molto inferiori alla media nazionale allontanando la ripresa già in essere del nord Italia. Dobbiamo lavorare affinché - conclude il presidente della Confcommercio - si possa eliminare ogni forma di assistenzialismo nei confronti di chi può produrre ricchezza e aiutare imprese e famiglie abbattendo e semplificando le innumerevoli forme di tassazione".

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