all'Urban Center

Siracusa, conclusa la terza edizione di SenoAdunata siciliana

Siracusa, conclusa la terza edizione di SenoAdunata siciliana
Presente anche l’assessore Lagalla che si è complimentato con i radiologi per il lavoro di squadra svolto

Si è conclusa, all’Urban center di Siracusa, la 3° SenoAdunata siciliana, promossa e organizzata da Giuseppe Merlino, dirigente medico radiologo dell’ospedale di Caltanissetta.

“Si tratta – spiega Merlino, promotore dell’evento- di un’iniziativa nata dall’analisi obiettiva delle criticità che in ambito di screening mammografico caratterizzano ancora il Sud Italia, creando un divario con il Nord, in termini di adesioni alle campagne rivolte al target di donne maggiormente esposte alle neoplasie al seno, che va dai 50 ai 69 anni. Un divario le cui dimensioni però potrebbero essere notevolmente ridotte, rispetto a quelle che si rilevano analizzando i dati dei registri delle strutture sanitarie pubbliche, dato che in Sicilia esistono diversi centri per lo screening mammografico, accreditate, convenzionate, a cui alcune donne si rivolgono, bypassando le lettere di invito a sottoporsi agli esami recapitate delle aziende sanitarie provinciali, dunque alterando sensibilmente le statistiche. Un problema a cui si sta ponendo rimedio, cercando di incrociare i dati e quindi avere una visione di insieme più realistica”.

Presente anche l’assessore Lagalla che si è complimentato con i radiologi per il lavoro di squadra svolto, che dimostra come i “Siciliani stiano riscoprendo l’armonia del lavoro d’orchestra, quindi condiviso e non individualista”. L’assessore Razza, dopo aver passato in rassegna alcuni degli obiettivi raggiunti grazie a questo confronto “ a viso aperto” tra addetti ai lavori, istituzioni e pazienti, ha ribadito l’importanza di procedere su questa linea, che consente di valutare , correggere , modificare e migliorare i servizi sanitari offerti. “Il confronto- ha detto Razza- diretto e franco non ha bisogno di essere intermediato dalla politica, perché mi sono stancato di un sistema sanitario siciliano, o meglio non solo siciliano, in cui per far valere i diritti si ha bisogno di chiedere “favori” o il “permesso” a qualcuno”.