26 milioni di euro

Risanamento centri storici, 5 comuni della provincia di Siracusa rientrano nel finanziamento regionale

Risanamento centri storici, 5 comuni della provincia di Siracusa rientrano nel finanziamento regionale
"Il recupero e la riqualificazione dei centri storici minori - evidenzia il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci - sono tra gli obiettivi del mio governo"

Sono 5 i progetti della provincia siracusana che rientrano nel finanziamento della Regione di ventisei milioni di euro per i Comuni siciliani inferiori ai 15mila abitanti. L'assessorato regionale alle Infrastrutture ha pubblicato, infatti, la graduatoria del Programma di investimenti per il risanamento dei centri storici, la sicurezza e la tutela di ambiente e beni culturali.
Il governo Musumeci ha destinato il finanziamento ai progetti presentati dalle amministrazioni locali per la riqualificazione di piazze, strade, edifici, patrimonio storico-artistico e opere per mitigare il dissesto idrogeologico. Sono oltre 140 i piccoli e medi Comuni rientranti nelle due linee di intervento "A" e "B" del Programma, pubblicato sul sito istituzionale della Regione Siciliana e che comparirà sulla Gazzetta ufficiale la prossima settimana.

Progetti finanziati:
- Cassaro: Riqualificazione dell'area urbana mediante il recupero del Palazzo Miceli da destinare a sede per la promozione del turismo e per la valorizzazione dei siti monumentali, archeologici ed etno-antropologici del territorio comunale. Importo: 1.250.000,00 euro.
- Palazzolo Acreide: Manutenzione straordinaria e riqualificazione del centro storico. Importo: 447.695,90
- Francofonte: Lavori di riqualificazione urbana e recupero igienico sanitario del centro storico. importo: 1.250.000,00
- Buscemi: Riqualificazione urbana di alcune aree del centro storico. Importo: 701.000,00
- Sortino: Pavimentazione artistica di corso Umberto. Importo: 1.099.000,00

Progetti esclusi:
- Canicattini Bagni: Regimentazione delle acque piovane in Via V. Bellini e strade interne all'abitato.
- Portopalo di Capo Passero: Realizzazione nell'area FP1 di un parco urbano e pavimentazione del lungomare lato est; recupero dei locali annessi alla Chiesa di San Gaetano

"Il recupero e la riqualificazione dei centri storici minori - evidenzia il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci - sono tra gli obiettivi del mio governo. Dobbiamo arrestare lo spopolamento che interessa più della metà dei Comuni siciliani. Per farlo è necessario intervenire in tutti quei piccoli centri che presentano un pregio monumentale, artistico e architettonico e necessitano di interventi di riqualificazione e messa in sicurezza. In questo modo preserviamo le aree interne, evitando di assistere impotenti alla desertificazione di vaste zone. Con queste risorse, alle quali presto se ne aggiungeranno altre, alimentiamo un’attività edilizia e, al contempo, diamo decoro al tessuto urbano raccogliendo il grido d'aiuto che giunge dal territorio".

"Prende sempre più corpo - commenta l'assessore Marco Falcone - la strategia di rilancio e recupero del territorio e dei centri abitati dell'Isola messa in campo dal governo regionale fin da inizio mandato. Il Piano ha l'ambizione di migliorare la qualità della vita nei piccoli e medi centri, ricreando altresì le condizioni per lo sviluppo socio-economico e culturale dei Comuni. Procederemo rapidamente a stilare i decreti di finanziamento non appena saranno trascorsi i trenta giorni a disposizione dei Comuni per le osservazioni. Siamo inoltre già al lavoro - ha aggiunto Falcone - per impegnare ulteriori trenta milioni di euro che consentiranno di far scorrere la graduatoria e ampliare il numero dei progetti finanziati ad almeno una sessantina".

"Le risorse arrivano dalla scorsa Legislatura" - dichiara Vincenzo Vinciullo, Presidente emerito della Commissione ‘Bilancio e Programmazione’ all’Ars.
"Nella scorsa Legislatura, si pensò di destinare ai piccoli Comuni, con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti, queste somme, in quanto gli stessi piccoli Comuni risentono maggiormente della grave crisi finanziaria che attraversano gli Enti Locali e hanno sempre “minori risorse per porre in essere gli interventi di politiche interne che consentano un miglioramento sia dell'attrattività dei Comuni stessi, che della qualità della vita dei cittadini”.

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