dalla procura

Priolo, pirite a Thapsos e al campo sportivo: indagato il sindaco Gianni per mancata messa in sicurezza "Responsabilità non mia"

Priolo, pirite a Thapsos e al campo sportivo: indagato il sindaco Gianni per mancata messa in sicurezza "Responsabilità non mia"
Il sindaco Gianni punta l'indice contro le precedenti amministrazioni, annuncia di voler chiedere un risarcimento danni e di volersi costituire parte civile in caso di mancata risoluzione del problema

Risulta indagato dalla Procura della Repubblica di Siracusa il sindaco di Priolo Gargallo, Pippo Gianni, per la mancata messa in sicurezza dalla cenere di pirite a Tapsos e nel campo sportivo ex Feudo.
A dirlo è proprio il primo cittadino, questa mattina, in sede di conferenza stampa. "Si tratta di un atto dovuto" - spiega Gianni. Il motivo di questa affermazione è da ricercare nei tempi perché, secondo quanto dichiara Gianni, questa messa in sicurezza sarebbe dovuta avvenire entro il 14 agosto, e cioè solo un mese dopo la sua elezione.
Per tale motivo il primo cittadino punta il dito contro la vecchia Amministrazione che, a suo dire, non avrebbe saputo risolvere il problema neanche nel giro di 10 anni.

“Bisognerà accertare – ha affermato Pippo Gianni - in che modo hanno agito le precedenti amministrazioni e perché non siano riuscite a risolvere il problema pirite. Già nel 2005 – ha ricordato - furono stanziati 18 milioni e mezzo di euro , somme sparite nel nulla”.

In questi mesi sono stati almeno 7 gli incontri che si sono susseguiti con il Ministero dell”Ambiente, responsabile unico dei siti SIN, l’Assessorato regionale competente, Invitalia, l’Arpa, la Provincia regionale, le due aziende che hanno vinto la gara d’appalto per l’esecuzione dei lavori che poi sono andate via senza neanche mettere in sicurezza il cantiere.

"L’amministrazione - ha riferito il sindaco - ha già commissionato le analisi per capire se la pirite contenga ancora arsenico e altre sostanze altamente nocive. Nel giro di 15 giorni dovrebbero arrivare i risultati Nel caso queste sostanze fossero assenti, cosi’ come da tempo sostiene l’ARPA, i costi saranno nettamente inferiori e la pirite potrebbe essere tombata"

Ieri, intanto, il primo cittadino di Priolo si e’ recato a Palermo per chiedere nuovamente che vengano riaccreditati al Comune i 633 mila euro previsti per la progettazione, per la quale e’ incaricata la Regione, che andrebbero ad aggiungersi ai 750 mila euro già stanziati grazie al “Patto per il Sud”. Nel caso non dovesse esserci una risposta immediata da parte del Governo nazionale e del Governo regionale verranno utilizzate risorse del Comune. Nel bilancio, approvato il 21 maggio scorso, sono previste somme per 1 milione e 300 mila euro.

"Se dovesse esserci necessita’ di reperire altre risorse, si provvederà attraverso le variazioni di bilancio. ll Comune - ha concluso il Sindaco Gianni – chiederà un risarcimento danni e si costituirà parte civile contro le aziende e tutti i soggetti responsabili della mancata rimozione".

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