questa mattina

Noto, manifestazione per l'ospedale Trigona: aggressione al direttore sanitario Rosario Di Lorenzo

Noto, manifestazione dei cittadini per l'ospedale Trigona
L'Ordine dei Medici e l’Asp preannunciano l'intenzione di adire le vie legali qualora emergessero profili di responsabilità penale

Un corteo a tutela dell'ospedale Trigona ha visto la partecipazione di tanti cittadini. Da piazza Municipio ha raggiunto l’ospedale Trigona.
Giunto davanti la struttura sanitaria è intervenuto il sindaco Corrado Bonfanti: "È fortunata la città di Noto - ha detto - quando abbandonando ogni bandiera politica riesce a manifestare con grande garbo e rispetto delle regole. Questa non è una campagna politica di una parte, ma della città intera che si sente offesa e raggirata".
Una manifestazione che ha vissuto momenti di tensione, secondo quanto riferito dall'Asp, con l'aggressione del direttore sanitario dell’Ospedale di Avola-Noto, Rosario Di Lorenzo, episodio che ha reso necessario anche l’intervento delle forze dell’Ordine.

"Annuncio sin da adesso - dichiara il direttore sanitario dell’Asp, Anselmo Madeddu - che l’Ordine dei Medici insieme all’Asp di Siracusa non esiterà ad adire le vie legali qualora emergessero profili di responsabilità penale. A lui, così come a tutti gli operatori sanitari vittime di violenza e ai pazienti ricoverati vanno la solidarietà dell’intero mondo medico e del direttore generale dell’Asp di Siracusa, Salvatore Lucio Ficarra che è fuori sede, del direttore amministrativo Giuseppe Di Bella, e dei direttori dei Dipartimenti aziendali. Il trasferimento del punto nascita nel nosocomio aretuseo - precisa Madeddu - è stato dettato esclusivamente da motivi di sicurezza clinica per i nascituri e le mamme. E lì resterà finché non sarà possibile garantirne anche altrove la massima sicurezza. Non permetteremo a nessuno che possa esserci un altro caso “Nicole” in Sicilia, e che un bambino possa morire sol perché ci si intestardisce a pretendere l’apertura di reparti chiusi dalla legge e resi pericolosissimi dalla mancanza delle minime condizioni di sicurezza. Dinanzi a tale solare interesse pubblico, ogni altra polemica appare semplice dietrologia. Il sindaco di Noto, se ha a cuore i suoi cittadini – come riteniamo – abbia la cortesia di dir loro l’intera verità. E la verità è che il trasferimento del punto nascita da Noto, oltre che per i motivi di sicurezza di cui prima, non è imposto dal capriccio di uno o più dirigenti della ASP, ma dalle leggi dello Stato.Nel caso specifico la legge è il decreto assessoriale 22/2019 che adegua la rete ospedaliera siciliana agli standard del decreto ministeriale “Balduzzi”. Tuttavia la ASP ha assunto l’impegno di non trasferire alcuno dei reparti ancora a Noto (ma destinati ad Avola dal decreto), se prima non vengono attivati i reparti che invece lo stesso decreto prevede di istituire a Noto, ovvero Lungodegenza e Riabilitazione. Peraltro - concòlude - la Asp, andando oltre le previsioni del decreto, ha chiesto alla Regione l’apertura a Noto di altri 20 posti di RSA e l’accesso agli Accreditati".

Parole di indignazione per l'accaduto e di solidarietà a Di Lorenzo sono arrivate da parte di tutti i direttori dei Dipartimenti dell'Asp.

Intanto sulle ragioni della manifestazione interviene Bruno Marziano: "Stamane migliaia di cittadini hanno manifestato per una corretta funzionalità dei due ospedali richiedendo il ritorno dei reparti Ostetricia e Pediatria. Occorre dare risposta a questa forte manifestazione dei cittadini-utenti aprendo un tavolo di confronto fra le autorità sanitarie regionali ( Assessorato competente ) e le autorità sanitarie locali".

Intanto, continua lo sciopero della fame di alcune mamme e l’occupazione dei reparti di alcuni militanti di Casa Pound.

A stigmatizzare il gesto dell'aggressione anche la Cisl. "Esprimiamo la nostra vicinanza al direttore sanitario dell’ospedale di Avola—Noto, Rosario Di Lorenzio per lo spiacevole episodio di cui è stato vittima" - dicono il segretario generale della Fp Cisl di Ragusa e Siracusa, Daniele Passanisi e il responsabile del Dipartimento Sanità pubblica del sindacato, Mauro Bonarrigo.
"Una vicenda che lo ha visto rischiare la propria incolumità personale a causa di alcuni facinorosi – hanno sottolineato Passanisi e Bonarrigo che hanno preso di mira la personale che, più di tutte, nel suo ruolo professionale si è impegnata alacremente nella quotidianità degli ultimi quattordici anni per garantire la sicurezza degli assistiti della zona sud della provincia, gestendo egregiamente un ospedale riunito, composto da due nosocomi, a cui le scelte della politica, anche locale, aveva lasciato enormi criticità che rendono ad oggi difficile conciliare la logistica delle due strutture sanitarie con il diritto alla salute".

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