la presentazione

Avola, il Museo della mandorla è uno dei 4 progetti di restauro di Ancos-Confartigianato in Sicilia

Avola, il Museo della mandorla è uno dei 4 progetti di restauro di Ancos-Confartigianato
Gli interventi riguarderanno restauro e messa in uso di antichi attrezzi e macchinari della produzione mandorlicola, a cui seguiranno percorsi formativi ed informativi

i macchinari del Museo della mandorla di Avola saranno restaurati da Confartigianato Sicilia e Ancos, l’Associazione nazionale comunità sociali e sportive di Confartigianato, nell'ambito della politica di valorizzazione dei Beni Culturali e del turismo. Gli altri 3 restauri saranno realizzati a Palermo (restauro riguarderà il rispristino del portone di accesso al foyer), Enna (chiesa dei Cappuccini) e Librizzi (Chiesa Madre). Gli interventi saranno finanziati grazie al contributo del 2 per mille.

Il progetto del Museo della mandorla prevede due fasi, la prima è quella di restauro e messa in uso di antichi attrezzi e macchinari della produzione mandorlicola. Si tratta di macchinari per la Smallatura, la Calibratura e anche delle antiche Bassine in ottone per la preparazione dei confetti.
La seconda fase prevede l’allestimento e la fruizione di questa linea di produzione mandorlicola restaurata e la valorizzazione e realizzazione di percorsi formativi ed informativi, sia rivolti a turisti e a scolaresche, sia di livello superiore rivolto agli addetti ai lavori, come maestri pasticceri e maestri confettieri e cuochi.
La prima fase dovrebbe essere portata a termine entro il mese di aprile mentre la valorizzazione sarà avviata a termine dei lavori di restauro con la realizzazione di eventi fino alla prima decade di giugno.

“Confartigianato da tempo porta avanti con forza la valorizzazione dei Beni Culturali e del turismo. Un connubio per noi vincente, la formula su cui puntare per il futuro dell’Isola – dice il vice presidente nazionale di Confartigianato Imprese con delega al Mezzogiorno, Filippo Ribisi –. I restauri che Ancos ha deciso di finanziare si inseriscono perfettamente in questa nostra strada, valorizzando quattro beni monumentali della Sicilia. Interventi che non vogliono essere sostitutivi di quello che deve essere un intervento pubblico, ma vogliono dare un piccolo contributo, un segnale, di quanto può essere utile e produttiva la collaborazione tra pubblico e privato, tra imprese ed Istituzioni - conclude - per la valorizzazione del territorio, che per noi significa anche crescita delle piccole imprese

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