UNO SPARO NEL BUIO

IL DIAVOLO E L’ACQUARAGIA - editoriale di Bruno Formosa

IL DIAVOLO E L’ACQUARAGIA
Siamo ai ferri corti con la Francia (o, almeno, lo sono i governi italiano e francese); l’Abruzzo è passato al centro destra sulla scia dell’entusiasmo per la Lega; Sanremo si porta dietro strascichi polemici per via del fatto che Ultimo non si sia classificato primo (avrebbe potuto scegliere un nome diverso, però).
Questa, se vogliamo escludere la vincita di 50 euro di mio cugino al Gratta e vinci, la summa degli avvenimenti più importanti degli ultimi tempi.
Noi siamo i meno preparati per parlare del Festival, non perché ci manchi la passione per la musica, ma per radicale assenza di elementi cognitivi. Della vittoria leghista in Abruzzo non c’è molto da aggiungere a ciò che generosamente è stato già scritto da molti politologi da tastiera che si rifanno alle dispense pubblicate da studiosi di chiara fama quali Tina Cipollari, Lele Mora e Fabrizio Corona. La crisi con la Francia è evidentemente una vicenda spiacevole e strumentale.
In buona sostanza (per citare lo strepitoso Bonacelli di Johnny Stecchino) potremmo anche concludere qui il pezzo che state leggendo, se lo state facendo. Ma visto che ci siamo, un paio di parole su questa vicenda dell’invocazione satanica che l’eretica Virginia Raffaele ha prodotto sul palco del Festival, vorremmo aggiungerle.
 
Questa Raffaele ha per cognome un nome maschile, cosa di per sé dimostrativa della confusione esistenziale di cui soffre il soggetto.
Non avendo guardato il Festival, ma solo per puro scrupolo, abbiamo cercato e trovato su Youtube il video della pantomima satanica: guardandolo, il nostro animo s’è turbato al punto che, quale pratica catartica, abbiamo dovuto ascoltare l’intero cd ultimo di Anna Tatangelo per ben tre giorni dopo i pasti.
In quei pochi ma probanti secondi di sordida performance della Raffaele, in cui appare evidente l’attività di adorazione del diavolo da parte di questa impudica frequentatrice di sabba e messe nere, si consuma impunemente uno di quegli eventi frequentemente preconizzati nel corso dei secoli. Più recentemente, come traspare chiaramente dall’opera cinematografica denominata “L’esorciccio”, la coppia satanica Banfi/Ingrassia detta le moderne linee guida del rito di invocazione del maligno, soppiantando i dettami diffusi da misconosciuti scrittori, come tali Oscar Wilde e Charles Baudelaire, nel diciannovesimo secolo.
Il nuovo capitolo dell’addestramento satanico ha avuto la sua rappresentazione sul palcoscenico del teatro Ariston. Come un impalpabile e mefitico gas, il messaggio si è diffuso in tutto il mondo. Massiccio è l’intervento dei più noti esorcisti del pianeta. Sono andate esaurite le scorte di aglio, olio e sale in tutti i supermercati per la febbrile attività preventiva.
Inoltre sono stati prontamente zittiti i soliti benaltristi, fra cui il mio dotto edicolante di fiducia, insorti all’insegna di: “Satana dovete andarlo a cercare fra i preti pedofili, i Vescovi affaristi, i Cardinali che investono i loro capitali nelle fabbriche delle armi!”

I maggiori vaticanisti hanno trovato una sponda insperata nel Ministro tuttologo Salvini, velocemente salito in groppa alla tigre per tentare la scalata al consenso degli elettori cattolici più radicali, dai quali fu messo al bando per questioni umanitarie: “Non bisogna sottovalutare il problema delle sette sataniche e serve affidarsi agli esperti che ci aiutano a combatterlo”.  
 
E’ inaccettabile che il palco di Sanremo si trasformi in un inquietante pulpito da cui per ben 5 volte viene invocato il nome di Satana” ha tuonato l’ Associazione nazionale degli esorcisti.
Don Aldo Buonaiuto, coordinatore del  servizio nazionale Antisette, ha ammonito: "Pur non comprendendo quale fosse l'intento, il ridicolizzare o, ancor più grave, inneggiare al nome di Satana in prima serata su Rai Uno, penso sia stato uno scivolone sconcertante. Non si è tenuto conto della fede dei tanti cristiani che seguivano uno dei programmi più amati dagli italiani”.
 
L’esorcista Don Antonio Mattatelli ai microfoni Radio2, cita persino un nemico storico della Chiesa italiana, più volte additato dai dispensatori di dottrine religiose quale carnificazione del male. “Aveva ragione Pasolini quando parlava di cattiva maestra televisione” ha detto l’esorcista. Il mio dotto edicolante di fiducia ha sbottato: “Ma come, adesso Pasolini ha ragione?!”, e Don Mattarelli ha rincarato la dose: “La vittoria di Mahmood ad opera della giuria non è un fatto politico, ma propagandistico. Dietro tutto questo c’è sicuramente Satana, ed io vorrei gridare a certi conduttori di non farsi manovrare da chi ha i soldi, perché i poteri forti sono a loro volta manovrati da Satana.”
Sui commenti bipartisan di altisonanti voci della politica italiana come Gasparri, Martina, Pillon, Fioroni, Cesa siamo costretti a sorvolare per mancanza di spazio, ma citiamo il sibillino suggello del mio dotto edicolante di fiducia: “Dico io… ma questi ci sono o ci fanno?”
Che avrà voluto dire?

 
 
di BRUNO FORMOSA
 

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