UNO SPARO NEL BUIO

In che senso Forza Italia ?! di Bruno Formosa

In che senso Forza Italia ?! di Bruno Formosa
Una cosa è certa: da oggi in poi gridare Forzaitalia a Siracusa si presterà a facili equivoci, ma assumerà anche un significato diverso da quello degli ultimi anni. Sono finiti i tempi in cui, durante le partite della nazionale, il grido si strozzava in gola a tutti i non forzitaliani.

Qualcuno potrà obiettare dicendo che cambia il significato, ma non è ancora quello originario, il grido ha pur sempre una connotazione politica. Avete le cosiddette cento carni di ragione. Per mettere un po’ d’ordine auspichiamo che chi non gridava Forzaitalia prima non lo farà neanche adesso, e diamo per scontato che chi gridava Forzaitalia prima, non vorrà gridarlo più (non almeno nei prossimi anni), a meno che non dica “Forzaitalia però il partito, non il sindaco”, ma si perderebbe l’effetto dell’immediatezza. C’è anche un’altra categoria, quella di chi gridava Forzaitalia prima e lo farà anche in futuro, evitandosi così il fastidio di cambiare abitudine. Questi siracusani baciati dalla fortuna, sono quelli che, nel loro corredo, hanno scritto in grassetto il gene del saltarello: sono i nostri concittadini e/o consiglieri comunali che hanno già in animo il trasferimento della loro fondamentale attività politico-sociale al servizio dei carri vincenti. E’ una coincidenza, sia ben chiaro, ma è un fenomeno che prende misteriosamente sostanza ad ogni santissima consultazione. Alcuni consiglieri appena eletti sono già impegnati nelle operazioni di montaggio del blocco di partenza, e come Filippo Tortu faranno a gara per assicurarsi il primato. Il record della specialità è ben saldo nelle mani di un tale (non ricordo il nome) che fu eletto nella lista di Franco Greco ed al primo minuto della prima seduta del Consiglio comunale dichiarò la sua volontà di trasferirsi nello schieramento opposto che sosteneva il sindaco del centro destra. Un record che difficilmente verrà ritoccato, ma quello è puro talento.
Italia. Certo che averci un cognome così in politica è una botta di culo stratosferica. Quanti spot non pagati... Prendete l’omonima canzone di Mino Reitano, per esempio, ascoltando la quale non si può non pensare al candidato neoeletto; da mesi risuonano ovunque le note della nuova canzonaccia di Fedez/J-az , “Italiana”, che in molti hanno ritenuto allusiva ad una scelta politica; “La terra dei cachi” di Elio e le storie tese (Italia si, Italia no) instillava, è vero, il tarlo del dubbio, ma la prima regola della comunicazione è Bene o male purché se ne parli. Poi c’è il nuovo successo di Ghali, “Una notte in Italia” di Fossati, “Viva l’Italia” di De Gregori, la protagonista di un libro della Mazzantini ed il successivo film, ed infine “Banana Republic” di Dalla/DeGregori che, benché non contenga la parola Italia nel testo, di certo fa venire in mente ciò che la nostra nazione è diventata da tempo.
In quest’ottica Reale era già perdente in partenza perché – d’accordo – Scala reale, Aquila reale, i Reale (una misconosciuta band di rock che inneggia alla religione cristiana), le assicurazioni, “in tempo reale”, il Gufo reale, ma vedete bene che non c’è partita in termini di frequenza di pronuncia.
Un aspetto positivo dell’elezione di Italia è sicuramente il consistente risparmio delle spese di cancelleria. Biglietti da visita, carta intestata, cavalieri, pannelli, tabelle potranno essere comodamente riutilizzati, basterà cancellare il prefisso Vice con un pennarello.
Da oggi, quindi, il Sindaco ed i suoi assessori dovranno dedicarsi alla realizzazione del programma pubblicizzato in campagna elettorale  www.avantiinsieme.it/il-programma e quindi alle nuove piste ciclabili e alla manutenzione ordinaria di quella già esistente, all’istituzione di un servizio di bus elettrici che transitano ad orari certi, ad una strategia turistica organica che si offra alla collaborazione con i più importanti operatori turistici del mercato, alla salvaguardia dei Beni culturali con attività concertate e coinvolgendo cittadini ed esperti siracusani, alla cultura, allo sport, alla produttività ed a tutto il resto. In molti speriamo che a tutto ciò venga aggiunta la questione ambientale, e particolarmente quella legata alla qualità dell’aria e delle acque. Ci vorrebbe una forte azione di pressione verso quei soggetti inquinanti che non rispettassero parametri e limiti, condotta da un tavolo permanente insieme ai Comuni di Priolo, Augusta, Melilli, la Provincia regionale, l’Arpa e gli altri soggetti coinvolti, con la produzione di report periodici da sottoporre alla Magistratura siracusana.
Perché  -diciamolo- il turismo, lo sport, la cultura, i trasporti hanno un senso se realizzati in un territorio compatibile con la questione ambientale, e le statistiche ci dicono che in questo senso ancora il grosso deve essere fatto. Gli avversari sconfitti avranno legittima facoltà di gufare e contemporaneamente stare con il fiato sul collo dell’esecutivo, perché una buona opposizione migliora l’azione di governo e quindi anche la città.

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