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Siracusa, il segretario della Uil Munafò a Roma: priorità è il Sud

Siracusa, il segretario della Uil Munafò a Roma: "priorità è il Sud"
E' di nuovo Carmelo Barbagallo il segretario nazionale

Rieletto al vertice nazionale della Uil Carmelo Barbagallo. Il segretario generale territoriale Siracusa-Ragusa-Gela, Stefano Munafò, commenta: "Riflessioni scaturite da un congresso, il 17°, che è stato molto ricco di contenuti - ha detto Munafò - a cominciare dalla piattaforma comune fra sindacati e governo proposta da Barbagallo che si focalizza in cinque punti per dotare l'Italia di sostanziosi investimenti pubblici, di una riforma fiscale che tagli le tasse ai lavoratori dipendenti e ai pensionati, di una legge sulle pensioni diversa dalla Fornero con cui poter lasciare il lavoro a partire da 63 anni, di uno sviluppo della produttività e di una legge con cui consentire ai lavoratori la partecipazione all'impresa. Bisogna andare avanti su questa strada - ha aggiunto Munafò - attraverso un percorso comune con le altre organizzazioni sindacali e quanto affermato da Barbagallo, con al centro il sindacato nel rapporto con la politica, non può che essere sottoscritto. Anche il vicepremier Luigi Di Maio intervenuto si è mostrato aperto al ruolo del sindacato, ribadendo che se ci sarà una strada condivisa si potrà pensare ad un'Italia migliore. Dunque sarà importante di volta in volta procedere con punti snelli come quelli proposti dal segretario generale nazionale della Uil e non fare una sorta di lista della spesa che non porta da nessuna parte".

Stefano Munafò si è poi detto altrettanto soddisfatto della relazione proposta dal segretario generale della Uil Sicilia, Claudio Barone, che ha posto al centro dell'attenzione diverse priorità per il Sud e in particolare proprio il territorio del Sud-est siciliano, ribadendo però che uno dei problemi che attanagliano il paese è il disimpegno di alcune multinazionali ad opere già avviate e mai concluse: "Perché le infrastrutture sono il nostro vero cruccio - ha aggiunto Munafò - e come ha sottolineato Claudio Barone nella sua relazione di grande qualità e di un certo spessore, rimaniamo sempre indietro perché non riusciamo a utilizzare i fondi europei che di conseguenza poi tornano indietro. Insomma, i soldi ci sono ma non vengono utilizzati. E che dire del Porto di Augusta? Potrebbe diventare uno dei poli più importanti dei traffici del Mediterraneo anche grazie a investimenti importanti che sta compiendo la Cina. Ma occorrerebbe che la politica faccia la sua parte e renda lo scalo megarese uno dei più attraenti e commercialmente utilizzabile al centro del Mediterraneo".

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