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Direzione nazionale del Pd, comincia l'era post Renzi

Direzione nazionale del Pd, comincia l'era post Renzi
Sul tavolo le dimissioni del segretario

La direzione del Partito democratico ufficializzerà oggi la fine dell'era Renzi. Il leader uscente potrebbe non esserci e parlare tra un mese in assemblea, ma fino all'ultimo si riserva di cambiare idea. Di sicuro non spariranno i renziani: il Pd, sostiene Matteo Orfini, non si "ricostruisce senza il contributo di Renzi". Ma tra i Dem si moltiplicano i 'rumors' su un possibile nuovo partito di Renzi, "alla Macron". In particolare si parla di un lavorio in corso soprattutto sul fronte milanese per creare le basi per un nuovo partito di Renzi. Ma i suoi per ora smentiscono: non sarà più segretario, ma non molla il Pd. La 'reggenza' del Pd passa intanto a Martina, che in direzione annuncerà una gestione collegiale (in forme da definire) della travagliata fase di transizione.
Oggi si ripartirà da dimissioni "vere" di Renzi e da una analisi della sconfitta che Martina promette non assolutoria.

Poi alla metà di aprile dovrebbe tenersi l'assemblea del partito. In quella sede si dovrà scegliere se eleggere un nuovo segretario o convocare il congresso. Ma molti nel partito (tranne qualche pasdaran renziano) sembrano concordare sull'inopportunità di primarie subito. Dunque si dovrebbe cercare un segretario 'di unità' in vista del congresso, da tenersi nel 2019 o, come preferirebbero i renziani, nel 2021. In questo caso la scelta potrebbe ricadere come una figura come Graziano Delrio, che per ora si tira fuori, mentre avrebbero meno chance nomi come Nicola Zingaretti (che unisce un ampio fronte di sinistra) o Carlo Calenda

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