oggi l'incontro con arnone

Siracusa, secondo giorno di protesta all'Istituto Quintiliano

Siracusa, secondo giorno di protesta al Quintiliano: Vinciullo "E' emergenza"
Ieri e oggi studenti e genitori fuori da scuola dopo che martedì la caduta di calcinacci dal soffitto di una classe aveva ferito due studentesse. I Gd scrivono al Prefetto e alla Regione. Vinciullo accanto agli studenti.

Secondo giorno di protesta all'Istituto Polivalente M.F. Quintiliano. Anche questa mattina niente lezioni, tutti fuori davanti la scuola dopo che martedì la caduta di calcinacci dal soffitto di una classe aveva ferito due studentesse.
Con loro, oltre ai genitori, anche l'ex deputato regionale Vincenzo Vinciullo: "E' una situazione d'emergenza - ha detto - bisogna affrontarla immediatamente. Nel caso in cui i Vigili del Fuoco dovessero decretare la pericolosità di altre aule, bisognerà trovare una nuova sistemazione e evitare i doppi turni, impossibili per motivi di trasporto soprattutto per chi è pendolare. Una soluzione potrebbe essere reperire aule al Gagini, oppure all'Einaudi".

Intanto, oggi si attende l'incontro del preside, Giuseppe Mammano, con il commissario della ex Provincia, Giovanni Arnone. In base alla relazione dei Vigili del Fuoco, che dovrebbe arrivare in mattinata, e alle parole di Arnone, si dovrebbe chiarire la situazione.

Anche i Giovani Democratici si stanno muovendo per i loro compagni del Quintiliano, e lo fanno mandando una lettera indirizzata a: Prefetto del Comune di Siracusa, all’Assessore agli enti pubblici, Bernadette Felice Grasso e all'Assessore alla formazione, Roberto Lagalla, della Regione Sicilia.
"Il diritto allo studio declina le sue fattispecie nella puntuale manutenzione dei cervelli e dei luoghi in cui questi hanno il dovere e il diritto di crescere e maturare. Il diritto all’istruzione è un diritto soggettivo inalienabile, un diritto umano primario; un principio imperativo collegato ai diritti di libertà. - si legge nella lettera - Mentre la comunità internazionale parla di istruzione permanente ed innovazioni nell’apprendimento, gli studenti della provincia di Siracusa chiedono ancora che si ottemperi alla necessità di regolare le strutture al cui interno si fa istruzione.
Qualcuno è certamente responsabile. Non i ragazzi, che sono vittime, o i loro genitori o tutori.
Noi Giovani Democratici della provincia di Siracusa ci uniamo alle proteste degli studenti dell’Istituto Quintiliano, siamo vicini alle vittime del grave incidente accaduto e, soprattutto, chiediamo la risoluzione dei problemi edilizi che gravano in quei luoghi in cui la scolastica vive.
Chiediamo una risoluzione permanente, che duri nel tempo. Chiediamo non di tappare il buco con una pezza, ma di attivare un piano scuola che si occupi di verificare l’agibilità degli edifici destinati all’uso scolastico e, se del caso, la rimozione, cioè la norma edilizia, degli impedimenti fisici che ledono l'istruzione e la salute dei nostri concittadini".

Categoria: