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Elezioni: Pd-Grasso, ultimi appelli per intesa a Regionali

Elezioni: Pd-Grasso, ultimi appelli per intesa a Regionali
Nel Lazio spinta verso sostegno a Zingaretti più difficile ripensamento su No a Gori

Ore di trattative del Pd con Liberi e uguali per provare a chiudere un'intesa in Lazio e Lombardia e dare più forza nell'election day alle candidature di Nicola Zingaretti e Giorgio Gori.

Nel Lazio la spinta di Pietro Grasso e di Roberto Speranza per Mdp sembra portare nella direzione di un sostegno al candidato uscente, ma in Lombardia un ripensamento sul no a Gori sembra molto più difficile, anche perché gli esponenti locali di LeU sono più restii ad accettare un'intesa.

Mdp sarebbe favorevole alla proposta di Grasso di presentare il centrosinistra unito nelle regioni, ma resta la forte opposizione di Sinistra italiana e Possibile, che vorrebbero correre da soli in entrambe.

Pippo Civati sostiene poi che il sì a Zingaretti con in contemporanea il no a Gori sarebbe la scelta peggiore. C'è chi ipotizza che in Lombardia alla fine si possa optare per una "desistenza" a sinistra, con un sostegno 'esterno' a Gori. Ma il nodo è ancora irrisolto, tanto che l'assemblea regionale di LeU, cui potrebbe partecipare anche Grasso, per il momento è stata rinviata.

"Il Pd offre apertura e unità", è l'appello di Maurizio Martina. "Troveremo una soluzione, per un equilibrio tra la necessità di nostra unità interna e la possibilità di fare un discorso politico con il Pd", assicura Laura Boldrini. Ma Renzi, che domenica sarà a Milano a un evento a sostegno di Gori, ritiene sbagliato attardarsi in discussioni sulle alleanze: "Spero in una coalizione ampia, ma poi decidono i cittadini con il voto, non i giochi di potere o di palazzo".

Prosegue intanto il lavoro sulle liste per le politiche. E se per LeU tra i nomi che hanno disponibilità in Liguria spunta quello di Sergio Cofferati, per il Pd oggi potrebbe arrivare l'annuncio di disponibilità di Paolo Siani, pediatra napoletano fratello del giornalista ucciso dalla camorra.

E Paolo Gentiloni? "Ha fatto molto bene da premier, anche se con uno stile totalmente diverso dal mio. Deciderà lui se candidarsi solo nel proporzionale o solo in un collegio", taglia corto Renzi.

Dal territorio emergono intanto le tensioni, dalla Campania alla Sicilia, per la scelta di "candidati imposti dall'alto": 21 segretari del nisseno si schierano contro l'ipotesi di candidatura di Daniela Cardinale. Le regole generali delle candidature, incluse le deroghe per chi ha già svolto più mandati, saranno definite in una direzione, probabilmente il 16. E in quella occasione saranno presentate le linee del programma, cui lavora Tommaso Nannicini con ministri come Martina, Delrio, Orlando.

Lavoro, Europa e cultura, sono i tre pilastri: 7 miliardi saranno indicati per misure per la famiglia e 1,5 miliardi per il lavoro, dettaglia Renzi, prima di ripartire per Firenze per trascorrere il compleanno in famiglia. E punta il dito contro le promesse esorbitanti degli altri partiti: "Noi facciamo proposte credibili e indichiamo i fondi, non i soldi del Monopoli. E non ci sarà bisogno di sforare il 3% per realizzarle".

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