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Siracusa, morti amianto: omicidio colposo

Siracusa, esposizione amianto: omicidio colposo
L’azione dell’Ona è un atto di accusa nei confronti della Regione Siciliana, ma anche dello Stato nazionale

L’amianto, questo assassino, non risparmia nessuno. Ora si ipotizza l’omicidio colposo. È questa la tesi dell'Avv. Ezio Bonanni, non solo di chi ha esposto Michelangelo alle polveri e fibre di amianto, che si sapeva essere cancerogene oltre che fibrogene (ed è conoscenza antica), ma anche di chi non applica la c.d. Legge Gianni.
“Chi ha l’obbligo giuridico di evitare l’evento e non lo evita è responsabile come se lo avesse causato. È questo quello che ci dice l’art. 40 del Codice Penale, e qua deve trovare applicazione, unitamente all'art. 589 c.p.” sostiene l’Avv. Ezio Bonanni, legale di Tiziana e Lorenzo Blanco, figli del deceduto.
Basta amianto. Basta morti per amianto. Basta ritardi nell’istituzione del centro di riferimento amianto presso l’ospedale Muscatello di Augusta. Occorre applicare al più presto la Legge Regionale n. 10/2014 e in particolare l’art. 8, che impone l’istituzione di questo centro di riferimento.
L’azione dell’ONA è un atto di accusa nei confronti della Regione Siciliana, ma anche dello Stato nazionale, ecco le ragioni per le quali di questi fatti è stato informato anche l’On.le Davide Faraone, sottosegretario del Ministero della Salute e potente plenipotenziario dell’ex premier Renzi in Sicilia, al quale, martedì 18 luglio, presso il Ministero della Salute, sono state presentate alcune proposte da parte dell’associazione.

Michelangelo Blanco ha vissuto una vera e propria agonia e non ha potuto beneficiare di una struttura sanitaria adeguata che doveva essere istituita proprio lì, a pochi chilometri dalla sua residenza di Augusta, per lui che era di Siracusa.
Una odissea come quella di tutti i siciliani in altre regioni di Italia, un’emigrazione sanitaria per la mancata istituzione del centro di riferimento regionale, così come stabilisce l’art. 8 della Legge Regionale 10/14.
L’ONA ha istituito uno sportello amianto, sia virtuale (attraverso il Dipartimento Ricerca e Cura del Mesotelioma) che fisico (nella città di Roma) e anche il Dott. On. Pippo Gianni è impegnato anche come volontario dell’ONA nell’assistere gratuitamente, proprio in qualità di medico, tutti coloro che si rivolgono al suo studio.
Però non è possibile che ci sia una condizione di totale inerzia da parte del presidente della Regione Siciliana, On.le Rosario Crocetta, e di tutta la giunta regionale ed è per tale motivo che nella denuncia querela Tiziana Blanco, orfana di Michelangelo Blanco, chiede al procuratore della Repubblica di Siracusa di verificare se in tale condotte sussistono ipotesi di reità di cui all’art. 589 del Codice Penale.

Nel quale caso, l’ONA si costituirà parte civile.
Michelangelo Blanco, dopo un’agonia di oltre un anno e mezzo, il 29.07.2016 è deceduto per mesotelioma pleurico. Tiziana Blanco, figlia di Michelangelo Blanco, dirigente dell’ufficio elettorale del Comune di Siracusa, ha consegnato mercoledì 19 luglio una denuncia querela alla Procura della Repubblica per chiedere giustizia per la morte del padre.

“Io e mio fratello, Lorenzo, chiediamo giustizia per mio padre. A cosa serve parlare di bonifica, della pericolosità dell’amianto se tanto poi quegli stessi maledetti uffici dove mio padre ha respirato la fibra killer sono ancora aperti e con gli impiegati all’interno? E’ un vero controsenso…Qui si sta giocando con la vita delle persone. Due mesi fa è stata eseguita una perizia all’interno dell’ufficio elettorale ma ancora non si sa nulla...L’unica cosa certa è che c’è ancora gente lì dentro. E’ inaccettabile”, dichiara Tiziana Blanco, figlia di Michelangelo.
Michelangelo Blanco, per 42 anni ha lavorato presso il Comune di Siracusa in una struttura contenente amianto, respirando queste fibre che, giorno dopo giorno, gli hanno “pirciatu” (bucato) i polmoni, uccidendolo.
Non ci sta l’Osservatorio Nazionale Amianto, che attraverso il suo legale l’Avv. Ezio Bonanni, assiste legalmente la famiglia Blanco.

“La gente continua a morire e chi dovrebbe tutelarci non lo fa. L'amianto è come la Dea Fortuna, Bendata, e può colpire chiunque. Tutti coloro che ad oggi sottovalutano il rischio dell’amianto un domani potrebbero esserne anche loro vittime”, dichiara l’On.le Pippo Gianni, ideatore della L.R. n. 10 del 2014, ancora inattuata, e componente del Comitato tecnico scientifico Nazionale.
“L’ho detto chiaro al sottosegretario Faraone, non interromperemo le azioni legali anche nei confronti di suoi colleghi di partito ed esponenti politici a lui vicini, come il presidente della regione, fino a quando non ci sarà l’attuazione della Legge Regionale, ed anzi spero che possa sollecitare il suo collega di partito On. Crocetta a dare attuazione alla legge. Dovrebbe intervenire anche l’ex Premier Renzi” aggiunge l’Avv. Ezio Bonanni.

La pensa così anche Calogero Vicario, Coordinatore ONA Sicilia, “Continueremo a dare battaglia per il rispetto dei diritti dei lavoratori siciliani e siracusani. Il Presidente della Regione, nonostante abbia il potere per emettere atti equipollenti equivalenti agli atti di indirizzo ministeriale, non provvede ad emanare alcun provvedimento, di conseguenza i lavoratori sono obbligati ad intraprendere atti legali. Siamo stanchi di veder morire lavoratori e familiari. Non è giusto morire a causa del proprio lavoro. Ci chiediamo le ragioni di tanto ostracismo nei nostri confronti e una risposta dalle istituzioni, primo fra tutti il Presidente della Regione On.le Crocetta, che fa parte di diritto delle riunioni del Consiglio dei Ministri”.

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